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'Storia di una figlia', Piernicola Silvis torna a 'Scrittori in Piazza'

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Continuano gli incontri della rassegna Scrittori in Piazza, alla sua 27ma edizione.

Sabato 24 luglio Piernicola Silvis torna a Vasto in piazza Barbacani per presentare il suo ultimo romanzo "Storia di una figlia" edito da SEM

Interviene Sara Del Vecchio.

Piernicola Silvis, primo dirigente della Polizia di Stato ordinato questore di Foggia nel gennaio 2014, nel corso della sua carriera nelle forze dell’ordine ha anche ricoperto gli incarichi di dirigente dei commissariati di pubblica sicurezza di Vasto e Senigallia, capo delle squadre mobili di Vicenza e Verona, capo di gabinetto della questura di Ancona, vice questore vicario di Macerata e questore di Oristano. Parallelamente all’attività di tutela dell’ordine pubblico ha intrapreso, a partire dall’esordio nel 2006 con Un assassino qualunque, quella di scrittore di romanzi appartenenti alla categoria del noir e del thriller. Ha anche partecipato ai primi anni delle attività della Carboneria Letteraria, e un suo racconto (L’assicuratore di Aosta) appare nell’antologia Primo incontro (Centoautori, 2007). Nell’agosto 2017 ha lasciato il servizio in Polizia di Stato, in pensione dopo 35 anni di servizio, per fare lo scrittore a tempo pieno. Con SEM ha pubblicato Formicae (2017), La lupa (2018) e Gli illegali (2019), finalista al Premio Bancarella 2020.
Nel 2020, sempre con SEM ha pubblicato "STORIA DI UNA FIGLIA".
I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.

Verona, 2001. Anna, ventinove anni, è una ragazza ingenua, ricca e viziata dall'adorato padre, un facoltoso imprenditore. Dopo la laurea in medicina Anna vuole specializzarsi in chirurgia plastica per aprire uno studio estetico, sposarsi e avere una famiglia. Quando però un ictus colpisce il padre e un misterioso amico gli fa visita, Anna inizia un'indagine sul passato in guerra del padre. Le tracce la conducono nell'Italia del 1944, nel pieno della furia omicida delle SS in fuga, quando le truppe scelte di Hitler trucidarono per vendetta almeno quindicimila civili. Una storia che oggi pochi conoscono, come pochi sanno che alle SS tedesche si uní un famigerato battaglione di SS italiane, di cui dopo la guerra si è cercato di far perdere la memoria. Al termine di questo drammatico percorso, Anna ritrova la sua vera anima. Così, finalmente libera da quel passato terribile che le scorre nel sangue, torna a Colle Sant'Agnese, il paesino toscano in cui i nazisti fucilarono oltre quattrocento persone fra donne, vecchi e bambini. Una storia nera, drammatica e poco chiara e che parla ancora al presente, chiedendo giustizia.

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