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PICCOLA TRA LE GRANDI

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Il mese di maggio è da sempre decisivo per l'assegnazione dei titoli continentali nella maggior parte degli sport europei: Champions League ed Europa League nel calcio, Heineken Cup e Challenge Cup nel rugby, Eurolega nel basket. Vorrei concentrarmi proprio su questa competizione, unica tra quelle citate in cui una squadra italiana, la Montepaschi Siena, si giocava la vittoria, con grande ottimismo e la consapevolezza di non avere nulla da perdere. A inizio stagione, infatti, la compagine di coach Pianigiani veniva da un profondo rinnovamento del roster a disposizione, con la partenza di alcuni nomi illustri (Domercant, Sato, Eze, soprattutto il leader McIntyre) e nelle prime giornate sembrava essere tornata una squadra "normale", non più la dominatrice delle ultime stagioni. Invece, con il passare delle partite, la MensSana ha ritrovato il suo gioco, duro in difesa ed estremamente preciso in attacco, si è riportata in vetta alla serie A ed ha passato senza problemi la prima fase di Eurolega. Da lì è proseguita la favola europea del team, che ha iniziato la fase successiva perdendo le prime due partite e rischiando subito l'eliminazione, ma ha saputo vincere le restanti quattro e si è guadagnata meritatamente i quarti di finale. Di fronte, i fortissimi greci dell'Olympiakos, finalisti dell'Eurolega l'anno precedenti, con un budget invidiabile e grandi campioni in rosa. La vittoria sembrava un miraggio, soprattutto dopo il -48 subito nella prima partita della serie, una mazzata per qualsiasi squadra. Invece, Siena ha cambiato marcia, ha dimostrato un orgoglio incredibile, e con la forza della sua difesa e il cuore dei suoi giocatori ha portato a casa le tre vittorie decisive per guadagnare queste Final Four. Con un cammino del genere, in molti abbiamo iniziato a sognare da tifosi italiani, sperando di riuscire a riportare in Italia un trofeo che manca ormai da 10 anni, e in cui non siamo protagonisti da troppo tempo. Il sogno, purtroppo, si è infranto davanti ad una squadra talentuosa e quadrata, mentalmente superiore e abituata a vincere come il Panathinaikos, e soprattutto davanti al suo allenatore, Zeliko Obradovic, uno dei più grandi allenatori di basket europei di sempre. Nella sua carriera, aveva già portato a casa il trofeo per sette volte con quattro squadre diverse (tre con i greci), oltre a vari titoli nazionali e a importanti medaglie con la nazionale della Jugoslavia (tra cui un argento olimpico in casa del Dream Team USA nel '96). Di fronte a lui, la Montepaschi si è scoperta improvvisamente piccola, ancora una volta troppo piccola per competere e lottare davvero alla pari. Ha giocato metà partita alla pari, in alcuni momenti è sembrata in grado di farcela, ma alla fine ha subito la maggiore esperienza del Pana e il talento dei suoi campioni, pronti a salire sul tetto d'Europa ancora una volta, l'ottava per il loro strepitoso allenatore. E' stata una sconfitta onorevole, che ha lasciato molto amaro in bocca a Pianigiani e ai suoi giocatori, ma ha anche dimostrato ancora una volta che il campionato italiano non è abbastanza competitivo; lo prova il fatto che Siena, che sta dominando in patria da cinque anni, con una superiorità sulle altre squadre a tratti disarmante, in Europa sembra l'unica in grado di competere con i top team. Le altre compagini nostrane, invece, non mostrano la stessa programmazione, la stessa oculatezza nelle scelte, e in Eurolega faticano a superare il solo primo turno. Davvero un peccato, considerando i tanti trofei continentali portati a casa da Milano, Varese, Cantù Roma e Bologna (sponda Virtus) negli anni passati. C'è bisogno di regole nuove, che limitino la presenza degli stranieri favorendo l'inserimento e la crescita di giocatori italiani per nascita (non solo per passaporto), e soprattutto permettano una selezione migliore a livello di qualità per gli atleti che vengono a giocare nel nostro campionato. Per ora, rimane solo il rimpianto per l'impresa sfiorata dalla Montepaschi, che una volta di più ha dimostrato quanto la campionissima recente del basket italiano sia ancora troppo piccola per tornare ad issarsi lassù, tra le grandi d'Europa.
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