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La Festa della Madonna dei Sette Dolori nella Parrocchia di San Marco

Il vescovo di Isernia-Venafro, mons. Camillo Cibotti, ha celebrato la solenne Messa di domenica sera

| di Luigi Medea
| Categoria: Tradizioni
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È stata celebrata nel rispetto delle norme per la tutela della salute la Festa della Madonna dei Sette Dolori nella Parrocchia di San Marco Evangelista di Vasto.

E proprio a motivo della limitata capienza della Chiesetta dei Sette Dolori l’effige della Beata Vergine Maria è stata trasferita nella Chiesa Parrocchiale Domenica 13 settembre, dove è iniziato il settenario di riflessione spirituale e di preghiera.

Dopo il Santo Rosario, ogni sera alle ore 18,00 c’è stata la celebrazione della Santa Messa presieduta da un sacerdote che ha approfondito uno dei sette dolori. A cominciare da don Domenico Franceschelli, Arciprete della Basilica Collegiata di S. Maria Assunta in Castel di Sangro, che ha parlato della “Rivelazione di Simeone” (domenica 13 settembre). Sono seguiti gli interventi spirituali di don Nicholas Di Crescenzo, sacerdote novello e parroco ad Archi, su “La fuga in Egitto” (Lunedì 14); di don Guido Carafa, segretario dell’Arcivescovo e parroco a Chieti Scalo, su “Lo smarrimento di Gesù nel Tempio” (Martedì 15); di don Nicola Fioriti, parroco di S. Marco Evangelista di Vasto, su “L’incontro con Gesù sulla via del Calvario” (Mercoledì 16); di don Domenico Villani, parroco e canonico della Basilica Cattedrale di Sulmona, su “La crocifissione e la morte di Gesù” (Giovedì 17); di don Luigi Genovesi, sacerdote novello e parroco a Bomba, su “La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria” (Venerdì 18); di don Gino Smargiassi, parroco emerito di S. Marco Evangelista, su “La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria” (Sabato 19).

Domenica 20 settembre si è solennizzata la Festa in onore della Madonna dei Sette Dolori soprattutto con due momenti molto significativi: in mattinata ci sono state le prime comunioni, mentre a sera c’è stata la presenza del Vescovo di Isernia-Venafro, Mons. Camillo Cibotti, che ha presieduto la concelebrazione eucaristica, ricordando ai fedeli presenti, durante l’omelia, soprattutto come Maria sia la testimone del dolore, che ci apre alla fede e alla vita piena in Cristo, ed è la Madre generosa che ci mantiene uniti perché possiamo lavorare tutti nella vigna del Signore, dove non siamo trattati secondo i nostri meriti, ma siamo amati da Lui per quello che siamo, cioè suoi figli.

La festa si è conclusa con il Concerto in Chiesa, a cura del M° Nicola Di Biase, sul tema “La fisarmonica e la sua pluralità di repertori”.

La Statua della Madonna è stata riportata in forma privata nella Chiesetta dei Sette Dolori lunedì 21 settembre.

Luigi Medea

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