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“Vasto 1799” e l’insorgenza del popolo

I resoconti di Serafino Monacelli, arciprete di Santa Maria Maggiore, studiati da Renata D’Ardes e Paolo Calvano nell’evento di 'Libri al Chiostro'

| di Rosaria Spagnuolo
| Categoria: Territorio
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Grande successo ha avuto ieri, 20 agosto, l’evento organizzato dalla Pro Loco Città del Vasto insieme a tante altre associazioni ed enti nell’ambito di Libri al Chiostro, nel Chiostro dell’Ex Curia Vescovile. Si è evidenziato l’impegno e il lavoro che il Dipartimento di Studi e Ricerche sulla Storia di Vasto della Pro Loco ha fatto, con la collaborazione di Renata D’Ardes e di un numeroso gruppo di lavoro e ricerche coordinato da Paolo Calvano.

Si è parlato dei fatti accaduti a Vasto nel 1799, grazie ai racconti di Serafino Monacelli, arciprete di Santa Maria Maggiore, che scrive in perfetta contemporaneità dei fatti.  Coinvolto suo malgrado nelle vicende delle sollevazioni popolari di quell’anno riesce ad affrontarle con dignità e coraggio, risultando attendibile e obiettivo testimone di quel periodo.

Quell’anno, il 1799, è stato un anno particolare per Vasto e grazie a Serafino Monacelli si sono potuti conoscere i dettagli di quel periodo dove insurrezioni, repressioni, sollevazioni popolari, matrimoni illegali, saccheggi, omicidi, fucilazioni, devastazioni, rappresaglie, monasteri rasi al suolo, innocenti mandati all’ergastolo hanno segnato la città. Lui, uomo di chiesa, non ha visto di buon occhio le idee rivoluzionarie, l’invasione e la dominazione francese di quel periodo nella città di Vasto, ma al tempo stesso, non ha risparmiato critiche e severe condanne per gli atti spesso violenti e sconsiderati dei popolani ribellatesi agli invasori. Di tutto questo restano i segni ancora visibili dei proiettili a Piazza Rossetti, vicino alla Torre di Bassano e l’edicola, di cui oggi si vede appena il contorno, realizzata dai parenti dei fucilati con l’immagine di una Madonna.

La serata ha avuto una connotazione teatrale, le memorie manoscritte dal Monacelli, sono state lette da Stefano Angelucci Marino, attore e regista teatrale, e commentati da Renata D’Ardes e Paolo Calvano, con l’ausilio della proiezione di alcuni documenti originali.

E’ stato anche realizzato un opuscolo, che rappresenta la documentazione scritta del pregevole lavoro svolto. E’ solo la prima di altre e più consistenti pubblicazioni programmate con cui il Dipartimento di Studi e Ricerche sulla Storia di Vasto intende contribuire alla divulgazione ed alla conoscenza della storia della nostra città.

Rosaria Spagnuolo

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