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Matteo Salvini in piazza Diomede: “Vasto metti finalmente alla prova la Lega”

Il vicepremier intervenuto a sostegno dei candidati locali: “L’Abruzzo mi regala emozioni incredibili, vi risponderemo coi fatti"

Redazione
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Una folla di alcune migliaia di persone ha accolto in piazza Diomede il vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervenuto oggi pomeriggio nell’ambito della campagna elettorale per le votazioni regionali del 10 febbraio che vedono impegnati i candidati locali Sabrina Bocchino e Manuele Marcovecchio in sostegno di Marco Marsilio.

La leggera pioggia non ha di certo spento gli accesi entusiasmi dei molti sostenitori leghisti. Accolto, tra gli altri, da Giuseppe Tagliente e con indosso la solita giacca della Polizia, Salvini ha salutato la folla presente “nella bellissima piazza” di Vasto, città di “un territorio ricco di storia e di orgoglio che fra tre settimane può finalmente liberarsi”.

"In democrazia scelgono i cittadini. Qui c'è da mandare a casa il Pd e la sinistra, che in Abruzzo e in Sardegna hanno fatto troppi danni. Tra qualche settimana vedremo se i cittadini sceglieranno la concretezza della Lega o qualcun altro. C'è un'aria diversa in giro, sento che la Lega governerà l'Abruzzo e la Sardegna", aggiunge. E ancora: "L'Abruzzo mi regala emozioni incredibili, vedremo di ripagarvi coi fatti. Noi vinceremo, io non partecipo per perdere ma per vincere e penso che il 10 febbraio vinceranno gli abruzzesi. Il Pd e la sinistra rimarranno a casa, anche i Cinque Stelle temo non governeranno niente e quindi toccherà a noi".

"Se abbiamo una casa popolare, un lavoro, un bonus bebè, li diamo prima agli abruzzesi, prima agli italiani. Pensa che strani siamo noi della Lega", dice Salvini, un partito che, riferendosi alle candidature per le imminenti Regionali, "non ha dato spazio per chi fino a stamattina era al fianco di Luciano D'Alfonso". "Aver smontato la legge Fornero è stata una delle cose più belle che ho fatto, è stato soltanto un impegno preso e portato a termine", dice rispondendo personalmente a un cittadino che gli aveva urlato "grazie Salvini".

"Non veniamo a promettere cose incredibili, ma se ci metterete alla prova per la prima volta nella storia, faremo quello che facciamo al governo. Apriremo ospedali invece di chiuderli, e sistemeremo le strade invece di dimenticarle”, annuncia il ministro dell’Interno. Che si fionda subito sul tema immigrazione: “Non mi sento complice di ciò che accade nel Mediterraneo", dice riferendosi all'altro barcone con 100 persone a bordo che attualmente si trova in estrema difficoltà al cinquanta miglia al largo delle coste della Libia. "Meno persone partono, meno persone muoiono. I porti italiani sono e rimangono chiusi. Non saremo complici di questa gente che usa i soldi di questi poveretti per comprare droga e armi e delle Ong che non rispettano regole e ordini".

Poi la stoccata all'opposizione: "Quanto a certi sindaci e governatori di PD e sinistra anziché denunciare la presunta violazione dei 'diritti dei clandestini', dovrebbero occuparsi del lavoro e del benessere dei loro cittadini, visto che sono gli italiani a pagare loro lo stipendio. Sbaglio?".

Salvini è ritornato anche sul baciamano ricevuto ad Afragola: "Uno mi ha baciato la mano durante una mia visita, e i giornali ci hanno passato giorni, su questa cosa: che dovevo fare, mettergli le dita negli occhi?". Poi continua, scherzando: "Oggi nessuno si azzardi a baciarmi la mano; anche se le ho lavate prima di venire qua. Ma per dirvi di come sono tarati alcuni (giornalisti, ndr): invece di occuparsi della camorra e di lotta alla camorra vanno a cercare il baciamano o il pane e Nutella".

Al termine del comizio, Salvini si è prestato a selfie e a strette di mano con esponenti politici locali e sostenitori, per poi partire alla volta di Lanciano per la sua seconda tappa abruzzese.

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