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Notte bianca, un viaggio negli spettacoli e nei sapori

| di Maria Napolitano
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Nelle ultime ore di luce di ieri il centro storico era tutta in movimento per animare e offrire prodotti gastronomici agli ospiti della notte bianca. I gruppi musicali preparavano e accordavano strumenti, i locali del centro che hanno partecipato in maniera attiva alla manifestazione attrezzavano eleganti e originali stand all’esterno, i numerosi venditori di palloncini e di “spara bolle”, sparavano continuamente bolle di sapone, i paninari preparavano la brace per cucinare arrosticini, salsiccie e via di seguito.

Nell’aspettare che arrivasse la notte era doverosa una passeggiata nella suggestiva Vasto e perché no un po’ di shopping in centro.

Tra i tanti stand gastronomici c’era il venditore di pannocchie di granturco (le cosiddette marrocche) che catapultava nel passato chi proviene dalle tradizioni contadine. Molti anni fa una coltura abbastanza comune nel territorio era il granoturco che serviva fondamentalmente per l’alimentazione degli animali. In questi giorni si preparavano marmellate, si facevano i pomodori e siccome si accendeva il fuoco spesso all’esterno era questa anche l’occasione per mettere un piccolo calderone in cui bollire le pannocchie (non ancora raggiunte a maturazione e con i chicchi ancora teneri) per poi arrostirli sulla brace e gustarli ancora caldi. Erano una vera leccornia! Quando poi giungevano a maturazione dopo la raccolta i vicini e/o gli amici, coinvolgendo anche i bambini, si riunivano per aiutarsi a vicenda nello “sfogliare e sbarbare” le pannocchie. Era bello quello stare insieme anche se per fare un lavoro lungo e noioso.

Lo stand dei prodotti siciliani addolciva la notte bianca. Il prodotto clou era senz’altro il cannolo siciliano. Nella vetrina non c’erano cannoli già riempiti (qualcuno serviva solo per mostra) ma tante cialde vuote. Venivano riempite al momento dell’ordine. Questo per impedire che l’umidità della ricotta togliesse la necessaria fragranza della cialda. La farcia semplice e soprattutto non “zuccherosa” esaltava il sapore della ricotta. Unici decori erano una granella sottilissima di pistacchio e con un pezzetto di frutta candita.

Altri stand dolci pronti ad appagare occhi e palato erano quelli dei babà e degli enormi bomboloni.

Per rinfrescarsi e dissetarsi nella caldissima serata della notte bianca c’era lo stand delle fette di cocomero.

Maria Napolitano

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