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Vasto, un alveare di apicoltori

Fino al 5 febbraio il congresso nazionale dell'associazione di categoria con ospiti a livello internazionale

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Dal 1 al 5 febbraio Vasto è sede del XXXIII Congresso nazionale Associazione Apicoltori Professionisti Italiani (Aapi). È questo un evento di risonanza nazionale in grado di portare in città almeno cinquecento operatori da tutta Italia, nonché una comitiva di apicoltori proveniente da Spagna, Francia, Svizzera e Usa e con la partecipazione dell’Argentina come paese ospite.

Il congresso è stato illustrato in sede di conferenza stampa presso la hall del Palace Hotel (la location individuata anche per lo svolgimento del congresso) a Vasto Marina, da Claudio Cauda, presidente nazionale Aapi, Francesco Panella, presidente Unaapi, Unione Nazionale delle Associazioni degli Apicoltori Italiani, Diego Pagani, presidente Conapi, Daniele Greco, presidente Aiaar, e Luigi Iacovanelli, presidente Associazione Apicoltori Professionisti d'Abruzzo.

Il congresso è nato 33 anni fa per risolvere dei problemi e per creare delle sinergie e un confronto costante tra gli apicoltori di tutta Italia. Tra i fondatori dell’associazione gli apicoltori Iacovanelli, originario di Tornareccio. I primi anni, il congresso durava mezza giornata, poi è passato a 3 e oggi dura 5 giorni. Questa è la terza volta che il congresso ha sede in Abruzzo, precedenti esperienze nel 1983 a Tornareccio e nel 2001 a Montesilvano. È una realtà che va sempre crescendo per interessi e risultati raggiunti.

Con una riforma del Governo Prodi, la sorte degli apicoltori ha avuto una grande svolta. Prima erano considerati dei commercianti e in seguito a questa riforma sono stati annoverati tra gli agricoltori.

Il miele italiano presenta delle caratteristiche organolettiche tra le migliori al mondo soprattutto per il fatto che la nostra penisola è geograficamente variegata. Una conquista per gli apicoltori e soprattutto per i consumatori si è avuta negli anni ‘90 con l’obbligo di etichettatura per indicare l’origine dei prodotti. Nel 2006 in Italia è stato specificato che bisogna indicare anche il paese di produzione.

Il fabbisogno italiano del miele è sopperito sia da operatori di grandi dimensioni e sia dal piccolo produttore quasi a dimensione casalinga. Ma ognuno ha premura di informare i propri clienti su come riconoscere un buon miele. Il cliente informato tende a scegliere un miele di qualità e quindi italiano.

Oggi il miele è un prodotto che è di moda soprattutto per la tendenza generale a ricercare dei prodotti che siano soprattutto sani e biologici.

Nel corso di 33 anni di congresso si è assistito a un abbassamento dell’età media degli apicoltori. All’inizio erano prevalentemente adulti e anziani. Oggi fa molto piacere che molti giovani cominciano a guardare a questo settore con rinnovato interesse e come una valida prospettiva di lavoro per il loro futuro.

Gli anziani cercano di trasmettere a questi giovani l’amore per le api e per i loro prodotti.

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