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L’opera di street art di Giovanni Peluso commentata da Andrea Lucente, Smart Ambassador per l’Abruzzo

Con “Il ragazzo del vento all’imbrunire” ha partecipato al Pulpa Festival Itinerante di Montesilvano

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L’opera “Il ragazzo del vento all’imbrunire” dell’originale artista vastese Giovanni Peluso, realizzata al Pulpa Festival Itinerante di arte di strada a Montesilvano, un vero e proprio laboratorio a cielo aperto con una rete di artisti nazionali e internazionali tenutosi dall’8 al 9 maggio, è stata commentata qualche giorno fa nel sito del festival da Andrea Lucente, “Smart Ambassador” per l’Abruzzo, che ha curato le sinossi di tutte le opere di street art che hanno partecipato alla manifestazione.

L’artista Giovanni Peluso - scrive Andrea Lucente - con quest’opera, intende mettere in risalto l'amore incontaminato per la natura, rappresentando un paesaggio raffigurante l’Abruzzo. Dove il sole tende a nascondersi tra le montagne, per lasciare spazio alla luna. E in cui una barca, che simboleggia la speranza, cavalca le onde di un mare in tempesta, trascinata da vere e proprie correnti di emozioni forti, sincere e ribelli. Anche una palma ondeggia, stavolta però in direzione opposta a quella da cui soffia il vento, per evidenziare come le sue radici siano saldamente ancorate al terreno. Il protagonista dell’opera, il ragazzo del vento, si trova all’estrema destra del murale; lo vediamo in balìa di folate così impetuose che i suoi capelli iniziano a prendere vita propria, librandosi tra le nuvole. Dal suo collo pende una chiave, che serve ad aprire la porta di quel cuore che sta andando a ripararsi dietro le montagne, in compagnia del sole. Lo sguardo del ragazzo è puntato proprio lì; presto lo raggiungerà.

D’altronde non può perderlo di vista, perché quel cuore è il suo, e solo lui sa come accedervi. Il lavoro che vediamo qui a Montesilvano è il secondo di una serie di tre murales, attraverso la quale l’artista desidera rivelare come il ragazzo del vento cresca e progredisca insieme a lui: già rispetto alla prima opera, realizzata a Vasto, sono cambiati il punto di vista e il modo di dipingere; i tratti si sono modificati e si sono accesi anche i colori. Ma il processo creativo e spirituale di Giopeluso non si concluderà di certo qui. Evolverà, ancora e ancora. E nella terza opera della serie, forse, il suo ragazzo avrà scalato le montagne e risalito i mari, sempre col vento in poppa. Magari approderà in un porto ignoto. E probabilmente si farà notte. Le luci affievoliranno e i colori vireranno su tonalità più fredde. Chissà. Possiamo solo fantasticare su quelle che saranno le sue imprese. Perciò a noi non resta che augurare al ragazzo del vento un buon viaggio, con la speranza che quella chiave, ora appesa al collo, raggiunga il suo cuore.

Giovanni Peluso, giovane studente universitario, iscritto al secondo anno della facoltà di Architettura a Pescara, ha partecipato al Pulpa Festival mediante la selezione che ha realizzato l’Università “G. D’Annunzio”. Grande è stata la sua gioia quando gli hanno comunicato l’ammissione al festival insieme a 18 artisti internazionali di notevole fama. “E’ stata per me un’esperienza unica e bellissima - racconta Giovanni Peluso - perché oltre a relazionarmi con tanti artisti, ho potuto apprendere anche le loro tecniche. Ero l’artista più giovane.”

Spera di poter realizzare il suo terzo murales al più presto, magari a Vasto. Il primo l’ha realizzato all’artistico, il secondo al Pulpa Festival a Montesilvano.

Quest’estate ha fatto una mostra di pittura nella sala d’arte “Roberto Bontempo” dove le sue opere ricche di simbologia e metafore hanno avuto un grande successo, ma ha partecipato negli scorsi anni a diverse estemporanee di pittura con la Bottega Incontro e con la Consulta Giovanile.

Il suo entusiasmo e la sua energia non sono espressi solo nell’arte e nello studio ma anche nel Vasto Basket dove indossa la canotta #28. “Basket e arte sono il mio tutto - conclude Peluso - ma non li metto mai a paragone. L’arte è uno stile di vita, questo vuol dire essere artisti. Quando disegno mi sento libero, ed è una bellissima sensazione”.

 

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