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Secondo i Comuni, le Regioni dovrebbero sostenere gli sgravi fiscali per il "no slot"

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Novità per le Regioni e, particolarmente, per la Regione Veneto posto che i “suoi” i comuni chiederanno alla propria regione di sostenere i “loro sgravi fiscali” proposti per gli esercizi “no slot” che intendono eliminare, o non posizionare, le apparecchiature da intrattenimento nei loro locali. Visto che le Regioni richiamano l'attenzione sul fatto di avere “più potere” (e più di quello che già hanno) dovrebbero anche assumersi l'onere di questo percorso che tantissimi Comuni hanno intrapreso per contrastare il gioco d'azzardo lecito ed il giocare con i casino online e “proteggere” (che ci sembra in ogni caso un eufemismo) i propri territori.

Infatti, alla ripresa dell'attività politica dopo la pausa natalizia, nelle aule dei Consigli Regionali si ritorna a parlare ancora di gioco: in Veneto viene proposta una mozione per chiedere appunto alla Regione di sostenere “con adeguate risorse ai Comuni” le varie forme di premialità nei confronti di quegli esercizi che decidono di non istallare le apparecchiature per il gioco d'azzardo. La Regione Veneto, da sempre in prima linea per combattere il gioco, continua a tentare la strada degli incentivi “no slot” anche se questi interventi non si sono dimostrati propriamente accattivanti in funzione anti-gioco problematico.

Anche in altre Regioni, come la Lombardia, questa iniziativa ha riscosso una scarsa adesione da parte degli esercenti, ma chi è “contro il gioco lecito” persevera in questi percorsi anche se le premesse non sono “entusiasmanti”. In questa mozione veneta, si ricorda che nonostante la approvazione della legge regionale nel 2015, non risultano ancora messe in pratica le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del rischio della dipendenza da abuso di gioco.

Si fa anche presente che in altra Regione, e precisamente in Emilia Romagna, la stessa Regione ha delegato ai Comuni la gestione del marchio “SlotFree”, vetrofania che i Comuni rilasciano a seguito di una dichiarazione presentata dagli esercenti in cui si palesa la volontà di non installare apparecchiature da intrattenimento, videolottery od altri apparecchi simili, oppure la possibilità di disinstallare quelle esistenti.

La mozione presentata alla Regione Veneto, che tocca anche il mondo dei casino online, sollecita la stessa regione a rafforzare la promozione ed il sostegno nei confronti degli Enti Locali in merito alle misure in materia di gioco per disincentivarlo e combatterne la dipendenza e, sopratutto, verificare la possibilità di una riduzione dell'aliquota Irap, nella misura minima consentita per chi non voglia “usare il gioco” per aumentare il “proprio cassetto” e “stanziare nel bilancio regionale 2017 adeguate risorse a sostegno dei Comuni che intendano adottare la riduzione delle imposte comunali”.

Qualche mese fa, la riduzione dell'Irap per gli esercenti “no slot” è stata il fulcro di un attacco proposto nei confronti del Presidente Luca Zaia, accusato di non aver ancora stanziato i quattro milioni di euro previsti dalla Legge per la prevenzione ed il contrasto al gioco problematico. Attacco al quale Zaia ha risposto che in merito verrà provveduto con “il via” nel 2017 ribadendo che la Legge di Stabilità del 2015 “ha istituito un aggravio dell'aliquota Irap a partire dal 1° gennaio 2016 per gli esercenti che installino apparecchiature di gioco nei propri locali. Imposta che verrà riscossa a partire dal 2017, quando i redditi del 2016 saranno accertati”. Il Presidente Zaia, quindi... è al lavoro.

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