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San Michele, l'Arcangelo d'autunno

La festa del Santo Arcangelo in quattro comuni del Chietino: scopriamo il significato della sua figura simbolica

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L’Arcangelo Michele, principe delle milizie celesti sempre raffigurato con la spada levata, a ricordare la vittoria avuta contro Satana, è venerato come patrono in molti comuni italiani e non. Solo nella nostra provincia di Chieti egli è festeggiato come Santo Patrono, seguendo diverse tradizioni popolari, nei comuni di Vasto, Liscia, Arielli e Carpineto Sinello. Il suo giorno è il 29 settembre, lo stesso per gli altri due Arcangeli riconosciuti dalla Chiesa Cattolica, ossia San Raffaele e San Gabriele (eppure, in alcuni luoghi nello stesso giorno si festeggiano i 7 Arcangeli tutti).

Le diverse tradizioni popolari si radicano sul terreno comune di una Tradizione antichissima che vede i 3 Arcangeli canonici più un quarto Arcangelo, di nome Uriel, riconosciuto e venerato da alcuni riti ebraici e cristiani, a presiedere le quattro stagioni: Raffaele per la Primavera, Uriel per l’estate, Michele per l’autunno e Gabriele per l’inverno. 

Infatti, il 29 settembre segue di pochi giorni l’equinozio d’autunno, quest’anno caduto il 23 settembre, e precede l’inizio del mese autunnale per antonomasia, ottobre. 

L'Arcangelo d'autunno è spesso raffigurato, oltre che con la spada e col calzare a sottomettere e ricacciare Satana nel posto che gli è dovuto, con la Bilancia: egli è l'angelo dell'equilibrio, è il simbolo del Bene che controlla il Male, consapevole che esso esiste ed ha il suo posto. Se interpretiamo, secondo la tradizione, il Bene come Luce e il Male come Buio e Tenebre, potremmo azzardarci a considerare San Michele come colui che annuncia e gestisce l'arrivo della stagione fredda, il momento in cui la Natura inizia a morire per poi rinascere in Primavera, con la certezza che questa rinascita avverrà perché è la Luce, dall'alto della spada e delle ali, a governare anche il momento del Buio. 

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