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Zio "Joe", la storia di Giuseppe D'Annunzio

Racconto che ben si incastona nell'ambito del gemellaggio Vasto-Perth

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Giuseppe D’Annunzio è nato a Vasto il 13 dicembre del 1940 ed era il 4° di dodici figli. Aveva cominciato un apprendistato da mastro Baffone, un famoso gommista di Vasto conosciuto da tutti i camionisti.

La sorella Elisabetta aveva chiesto alla mamma se qualcuno dei suoi fratelli la voleva raggiungere in Australia dove il lavoro non mancava mai.

Giuseppe, che all’epoca aveva solo dodici anni, si propose per il “grande viaggio”.

I genitori, pur se titubanti, appena hanno visto la sua profonda convinzione, hanno avviato le pratiche del caso presso i consolati. Giuseppe stesso è andato a Roma a prendere il visto per la partenza. Era partito con 35 mila lire nascoste sotto il piede all’interno del calzino. Al momento dell’imbarco, il commissario di bordo gli aveva intimato, anche in malo modo, di scendere dalla nave poiché era minorenne e non aveva un accompagnatore. Attirato dalle urla è arrivato il capitano della nave Mario Perrozzi che, appena è venuto a conoscenza che quel ragazzo era un suo compaesano, si è offerto di diventare il suo accompagnatore. E così Giuseppe è stato trasferito in prima classe e invitato a mangiare con ufficiali e sottoufficiali. Le prime volte Giuseppe aveva paura di far fare brutta figura al capitano poichè mangiava gli spaghetti con il “risucchio”. Ma il capitano lo ha tranquillizzato dicendogli che se qualcuno si azzardava a ridere, lo metteva in punizione. I due si erano molto affezionati. Dopo trentacinque giorni di viaggio, la nave ha approdato a Fremantle, dove il capitano ha consegnato il ragazzo alla sorella Elisabetta.

All’inizio tutto sembrava difficile e si era pentito per quella scelta, ma poi man mano tutto si è aggiustato. Per un anno e mezzo ha frequentato una scuola cattolica e finiti gli studi si è trasferito a Perth e ha cominciato vari lavoretti ma una sera vede cambiare le gomme e scatta la sua passione per le quattro ruote. In seguito riesce a entrare come apprendista in una fabbrica di pneumatici. In poco tempo ha dimostrato la sua bravura ed è riuscito a fare carriera. Nel giro di poco tempo aveva acquisito conoscenze sulla natura delle gomme e aveva fatto esperienza anche in aziende che cambiavano le gomme.

Nel 1964 è tornato in Italia pensando di tornarvi solo per vacanza perché si trovava benissimo in Australia. Vasto non era più quella della sua infanzia e non ci si ritrovava più soprattutto per la mentalità. Ma la mamma è riuscita a convincerlo del fatto che la sua vita e la sua fortuna erano a Vasto.

Con difficoltà, e dopo varie peripezie, è riuscito a incassare i suoi tredici milioni guadagnati in Australia. La banca di Vasto aveva fatto un sacco di storie e non gli voleva dare quei soldi. Dopo essere riuscito in questa impresa ha aperto un’officina da gommista prima vicino alla farmacia Leone e poi presso l’hotel Perrozzi sulla statale 16.

Dal 1965 al 2000 Giuseppe ha cambiato le gomme anche per tutte le grandi aziende del territorio come Pilkington, Denso e Di Fonzo. Spesso le aziende di pneumatici, per la mole di ordini presentati, offrivano dei viaggi premi grazie ai quali ha girato tutto il mondo.

Pure se lavorava qui in Italia, spesso e volentieri tornava in Australia prima da solo e poi da quando si è sposato, con la moglie. Nella sua officina ha portato la precisione e l’esperienza acquisita in Australia che ha sempre portato nel suo cuore affiancandolo alla sua città di origine. È stato uno dei promotori del gemellaggio Vasto-Perth.

In molti si rivolgevano a lui quando dovevano andare in Australia come a una guida turistica.

Ha costruito una villa sullo stile australiano che ha chiamato la villa dello “zio Joe”.

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