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Marco Roncalli racconta Papa Roncalli e monsignor Capovilla interviene al telefono

L'appuntamento a Vasto Marina per la presenza della reliquia di Giovanni XXIII

| di Luigi Medea
| Categoria: Varie
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L’ultima settimana (17-24 novembre 2013) programmata in occasione della presenza a Vasto Marina, presso la Chiesa di S. Maria Stella Maris della reliquia ex corpore del Beato Giovanni XXIII, è stata ricca di gioia, di fede e di testimonianza cristiana.

A cominciare dall’oratorio sacro “Annus Fidei” per voci recitanti, solisti e coro, presentato dal Coro liturgico Pro Sanctitate di Pescara (domenica 17). Sono, poi, seguite altre cinque belle iniziative: la videoproiezione su Papa Giovanni nei cortometraggi dell’epoca (martedì 19); la testimonianza della scoperta del carisma di Papa Giovanni XXIII nell’esperienza spirituale di Gianfranco Del Greco (mercoledì 20); l’incontro di preghiera animato dal Movimento “Pro Sanctitate” di Pescara (giovedì 21); la preghiera comunitaria di Adorazione con spunti di riflessione sul tema “Giovanni XXIII pioniere dell’Ecumenismo” (venerdì 22) e l’incontro-dibattito “Roncalli dà voce a Roncalli", con la presenza del giornalista-scrittore Marco Roncalli, il cui nonno era fratello del Papa (sabato 23). Oggi, domenica 24, ci sarà la premiazione degli elaborati del primo concorso “Pacem in terris”, con intervalli musicali proposti dalla giovane cantautrice Lara Molino.

Due iniziative hanno particolarmente coinvolto i presenti: la testimonianza di Gianfranco Del Greco e la presenza del giornalista Roncalli. Il bravo Gianfranco ha raccontato, con emozione, la sua storia personale: “Durante la gravidanza di mia moglie, il mio bambino rischiava di non venire al mondo. Ho avuto l’opportunità di avvicinarmi alla fede e alla figura di Papa Giovanni XXIII, scoperto in un teatro romano con il famoso discorso della luna. Il bambino è nato sano e l’ho chiamato Giuseppe Angelo Giovanni”. Marco Roncalli è stato presentato da mons. Decio D’Angelo come "apprezzato scrittore, fine saggista ed esperto storico della realtà contemporanea, autore, tra l’altro, di biografie su Papa Roncalli e su Papa Luciani e di un libro-intervista – 'Una teologia per la vita' – a mons. Bruno Forte”, mentre il parroco Padre Luigi Stivaletta ha sottolineato che la venuta di Roncalli a Vasto “è stato il momento più atteso di tutto l’impegno organizzativo dell’evento”. A questo punto c’è stata una gradita sorpresa: la telefonata in diretta con mons. Loris Capovilla, già vescovo di Vasto e segretario del 'Papa Buono', che ancora una volta, ha galvanizzato tutti con la sua parola “calda e incisiva”, soprattutto quando ha sottolineato il simbolismo con cui Manzù ha scolpito la medaglia commemorativa in occasione dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962), dove si evidenziava la realtà stupenda della Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica, e quando ha richiamato l’episodio degli auguri che sono giunti dalla Russia a Papa Roncalli “come campione della Pace” in occasione del suo genetliaco, un piccolo, ma significativo gesto nel segno di un inizio di dialogo e di distensione in un periodo in cui il mondo era diviso in due grandi blocchi.

Roncalli ha cercato di approfondire il tema del Concilio, innanzitutto richiamandosi alla preistoria di quel grande evento ecclesiale, con i tanti movimenti di riforma presenti già durante il Pontificato di Papa Pacelli, per poi delineare la svolta - una vera conversione - che subentra nella Chiesa con il mutamento di stile e di linguaggio, voluto da Papa Roncalli, nell’affrontare sia la preparazione (più di 44 mesi) sia i lavori conciliari, durante i quali, i dibattiti, a volte anche accesi e spigolosi, hanno evidenziato, secondo l’espressione dello stesso Papa Giovanni XXIII, “la santa libertà dei figli di Dio”.

Un altro elemento sviluppato da Marco Roncalli è stato quello su come sia nata l’idea del Concilio. “L’idea – ha detto Roncalli – è venuta per ispirazione divina, ma è stata anche la docile obbedienza a Dio che ha portato il Papa a prendere una decisione personale che ai più, compresi gli stessi cardinali, è sembrata particolarmente ‘azzardata’. Infatti, quando Giovanni XXIII ne diede l’annunzio ufficiale il 25 gennaio 1959, seguì, non un applauso, ma un silenzio generale”. Certamente, ha concluso Roncalli, in seguito l’assemblea conciliare ha maturato una coscienza dell’importanza di quella decisione papale che ha portato la Chiesa ad aprirsi maggiormente al mondo e al dialogo con le altre religioni, per attuare con più vigore e fecondità la presenza di Cristo e del Vangelo nella società d’oggi.

FOTO di GIANFRANCO DACCO'

Luigi Medea

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