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La grande festa familiare per preparare le tradizionali bottiglie di pomodoro

Maria Paola La Verghetta: “Un giorno ricco di fatica e lavoro, ma speciale, dove la parola famiglia riconquista il suo significato più profondo e dove ogni persona, anche la più piccola, ha un ruolo importante”

| di Rosaria Spagnuolo
| Categoria: Tradizioni
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Ci sono ancora molte famiglie che in questi giorni di agosto sono impegnate nel rito della preparazione delle bottiglie di pomodoro, denominate in dialetto “buttij”. Una tradizione contadina abruzzese, ricca di storia e cultura, con la valorizzazione del pomodoro, in particolare il “San Marzano” prodotto principe di questa stagione, per la giornata dice Maria Paola La Verghetta più famosa dell’estate.

Lei ci racconta questa giornata in cui tutta la sua famiglia è stata impegnata nella preparazione della salsa, dice che: “questo è un giorno ricco di fatica e lavoro, ma speciale, dove la parola famiglia riconquista il suo significato più profondo e dove ogni persona, anche la più piccola, ha un ruolo importante”, una giornata festosa di grande convivialità e socializzazione.

I pomodori, scelti con cura, a km 0, con il loro profumo e colore conquistano la giornata con una preparazione e lavorazione che si tramanda da generazione in generazione. Un lavoro impegnativo che serve a preparare le scorte invernali della salsa di pomodoro, che si fa con tutta la famiglia in un grande gioco di squadra. Il rito inizia quasi all’alba e comprende anche varie pause per una ricca colazione tutti insieme.

La tradizione abruzzese prevede: il lavaggio dei pomodori, la scolatura nel cesto di vimini o in cassette forate, la mondatura per eliminare le parti marce del pomodoro. Poi i pomodori sono immersi dentro “la callar”, calderone di rame riempito con acqua e posizionato sopra tizzoni ardenti, alimentati di volta in volta, ma, dice Maria Paola spesso, come oggi si usa ancora la bombola! Questa fase è indispensabile per favorire il distacco della buccia dalla polpa.”

Si passa poi con un trituratore meccanico a spremere i pomodori con un profumo di pomodoro che invade l’ambiente, aggiungendo dice Maria Paola” sale e odori a sentimento.” Si riempiono poi le bottiglie con mestolo e imbuto. “ Mi raccomando,” consiglia Maria Paola “ lasciate il giusto spazio dal collo della bottiglia al margine per evitare esplosioni nella fase di bollitura. “ Si provvede poi alla tappatura, un compito per tradizione riservato agli uomini e infatti, dice Maria Paola, “a casa nostra ci ha pensato Garibaldi”, Giuseppe D’Alessandro.

Si arriva poi all’ultima fasa, anche la più difficile, quella della cottura, solitamente, dice Maria Paola, è svolta dal più temerario…sempre Garibaldi. Le bottiglie sono posizionate con cautela dentro un calderone pieno d’acqua e si provvede alla cottura lenta e paziente, “intanto ci si diverte con il bagno col tubo di gomma per tutti.” Dice sempre Maria Paola. Solo quando si raffreddano le bottiglie il lavoro è finito!

 

 

Rosaria Spagnuolo

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