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Celebrato dal vescovo Forte l'annuale Giubileo alla parrocchia di San Pietro

Domenica scorsa il sacro rito nella chiesa di Sant'Antonio di Padova

| di Luigi Medea
| Categoria: Tradizioni
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In questo anno della Misericordia un grande dono si aggiunge a tutti gli altri. Ci viene offerto il Santo Giubileo 2016. Accogliamo la Misericordia di Dio e doniamo la misericordia ai nostri fratelli”.

Così don Stellerino D’Anniballe ha annunziato ai fedeli della sua parrocchia di San Pietro in Sant'Antonio e ai cittadini vastesi l’inizio della preparazione spirituale all’annuale Giubileo, un privilegio, questo, concesso da  Papa Pio VI nel 1777, per i meriti acquisiti dalla comunità vastese nello slancio di fede alla religione cristianaUn riconoscimento che va ricollegato alla ospitalità che i vastesi ebbero ad offrire ad un altro pontefice: Alessandro III (Rolando Bandinelli, senese) quando fu costretto a fermarsi a Vasto dal 7 febbraio al 9 marzo 1177.

Dal 10 gennaio è stato impegno di due predicatori aiutare i fedeli nel cammino interiore con alcune intense riflessioni: Padre Dino Lorenzotti, dei minori francescani, e il passionista Padre Celestino.

È stato l’arcivescovo, mons. Bruno Forte, a celebrare la Messa conclusiva domenica 17 gennaio.

Prima dell’inizio del sacro rito c’è stato un breve intervento di don Stellerino D’Anniballe, il quale ha ringraziato il Vescovo per la sua presenza, nonostante le avverse condizioni del tempo, e gli ha chiesto di concedere il Suo perdono di Padre e Pastore a lui e alla sua Comunità parrocchiale se tante volte l’impegno pastorale ha lasciato a desiderare. Ed ha concluso: “Eccellenza, non ci faccia mancare i suoi consigli, ma anche i suoi richiami, per operare sempre meglio”.

Padre Bruno all’omelia, richiamandosi alle letture della Messa, ha sottolineato il triplice messaggio in esse contenuto. Innanzitutto quello dell’amore universale del nostro Dio. Egli ama tutti senza alcuna eccezione, come uno sposo ama la sposa.

In secondo luogo il messaggio dell’amore personale che Dio ha per ciascuno di noi, attraverso il dono dei carismi. Da questa consapevolezza scaturisce l’impegno di riscoprire la propria vocazione. Solo rispettando e realizzando questo disegno, noi troveremo la vera gioia.

Infine, il messaggio della via che ci aiuta a fare esperienza dell’amore di Dio: la fede. Tale via ce la indica Maria alle nozze di Cana, quando dice ai servi: “Fate quello che Egli vi dirà”. Occorre fidarsi incondizionatamente del Figlio, mettendosi con fiducia nelle Sue mani.

Per i fedeli è stato possibile lucrare l’indulgenza, adempiendo le solite condizioni, cioè, confessione e comunione, visita alla chiesa di Sant’Antonio di Padova (grazie al privilegio ricevuto il 13 dicembre 1956, da Papa Pio XII, in seguito alla frana in cui è rimasta coinvolta la chiesa di San Pietro ), e preghiera secondo le intenzioni del Pontefice.

Luigi Medea

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