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Il poeta Fernando D'Annunzio nel 'taccuino' degli alunni della scuola 'Spataro'

'La Storie' al centro dell'incontro con i ragazzi delle classi quinte C e D

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Qualche settimana fa a scuola, noi alunni delle classi quinta C e quinta D della scuola Primaria “G. Spataro” di Vasto, abbiamo letto alcune strofe della poesia “La Storie”, scritta da Fernando D’annunzio, noto poeta dialettale vastese. Siamo rimasti molto colpiti dal modo ironico con cui il poeta raccontava, in rime e in dialetto, i fatti accaduti nel corso dell’anno. Incuriositi abbiamo deciso di chiamarlo a scuola per conoscere un vero poeta. Fernando D’Annunzio ci ha spiegato che ha iniziato a comporre poesie in italiano dall’età di 11 anni, per pura passione. I suoi autori di riferimento furono Giovanni Pascoli e Giosuè Carducci. Dai 20 anni in poi, iniziò a frequentare il coro Histonium, e con loro si recava spesso a cantare nei concorsi di poesia dialettale. Fu così che si incuriosì a quei versi, e grazie all’incoraggiamento di alcuni amici, cominciò a scrivere poesie dialettali e a partecipare a numerosi concorsi, vincendo premi importanti. Rendendosi conto di avere un certo talento, cominciò a leggere e studiare autori dialettali vastesi molto famosi, come Luigi Anelli e Espedito Ferrara. Dal 1995 alcuni amici lo invitarono a riprendere l’antica tradizione carnevalesca vastese, che da circa 15 anni si era interrotta. Ebbe molto successo e così Fernando D’Annunzio ogni anno continuò a scrivere “La Storie”, riassumendo tutti gli avvenimenti accaduti durante l’anno, con molta ironia, prendendo anche un po’ in giro la politica, perché a Carnevale “ogni scherzo vale”. Quest’anno è il diciottesimo anno che grazie a lui, continua questa importante e antichissima tradizione vastese, quindi “La Storie” è diventata maggiorenne! Questo tipo di poesia dialettale ci ha spiegato il poeta, segue determinate regole: • Ha 20 strofe in rima baciata o alternata • Ogni strofa è formata da 8 versi • I primi quattro versi sono formati da 11 sillabe, si chiamano “endecasillabi” • Gli altri quattro versi sono formati da 8 sillabe, si chiamano “ottonari” • I versi hanno degli accenti, e un ritmo ben preciso, perché la poesia è cantata da un piccolo coro che l’accompagna per la città. In questo modo diventa più orecchiabile e il pubblico segue con maggiore attenzione le parole. • Usa molte metafore. • Non usa paroloni difficili, ma parole semplici di grande significato che tutti possono capire. Nel corso della sua attività poetica Fernando D’Annunzio ha scritto più di 300 poesie, per ognuna si è ispirato: alla natura, a cose accadute, agli stati d’animo. L’ispirazione gli arriva in qualunque momento, anche di notte… Da alcuni anni le sue poesie sono anche on-line in molti siti vastesi. Ha pubblicato diversi libri. Per scrivere usa il metodo delle 3 S: deve essere sereno d’animo , il luogo deve essere silenzioso e lui deve essere possibilmente seduto. Insieme a lui ci siamo divertiti a comporre alcune strofe in dialetto vastese in rima alternata e baciata, usando endecasillabi e ottonari, per raccontare proprio quest’attività. “Nù poéte è rrivate muezz’a nù A parlà di dialette e poesìje A leggute ddu strof e dapù J’à trasportate nghi la fantasìje Nù staveme tutt’attende A la metriche e all’accende Ésse è scritte là per là E j’à fatte ‘nnamurà. ‘Na puhusì aunite sème scritte Ognune cacche verse suggerive E’sse scrivéve e nù s’tavame zitte Liggènne pù li virse che ci ‘ascive. Séme fatte l’interviste Séme avute li rispos’te ‘s’t’esperienze cunzervame E mai cchiù ‘i li scurdéme (Fernando D’Annuzio con le classi VC e VD Spataro) Quest’esperienza ci è piaciuta molto, perché abbiamo avuto il piacere di conoscere un grande poeta, abbiamo capito che scrivere una poesia richiede molto impegno, ma anche un talento. Siamo rimasti affascinati dalla sua passione e dal grande uso di metafore, paragoni, e dalla sua straordinaria competenza nell’inventare rime e strofe in italiano e in dialetto. Chissà se qualcuno di noi, grazie proprio a questo incontro, non si appassioni alla poesia magari dialettale, diventando un aiutante del grande Fernando D’Annunzio.
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