Partecipa a Histonium.net

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

LA PIGNA

Condividi su:
Le festività pasquali sono un'occasione per ricordare le antiche tradizioni tramandate di generazione in generazione, sia per quanto riguarda i riti sacri del Triduo Pasquale conditi spesso con manifestazioni di religiosità popolare e folcloristica, ma anche in un settore un po' più profano se vogliamo, quello gastronomico. Diamo uno sguardo ai tradizionali dolci pasquali dell'Alto Vastese, quei prelibati prodotti fatti a mano che rappresentano comunque una parte della cultura locale. Il dolce tipico per eccellenza, assurto quasi a simbolo stesso della Pasqua, è senza dubbio la celebre ''pigna''. E' una specie di ciambella con un ripieno di mandorle e cacao e ricoperta da uno strato di bianchissimo zucchero fuso detto ''naspro'' nell'idioma dialettale. Esistono in verità delle lievi differenze nella ricetta a seconda dei vari paesi, ma non c'è casa in cui in questi giorni non si sforni una ''pigna''. E' un dolce così tipico della tradizione montana del Vastese che è addirittura entrato in alcuni detti e proverbi popolari: ''la pigna che non si fa a Pasqua non si fa più'', a significare che nel corso della vita ci sono cose che vanno fatte in determinati momenti e non in altri. Con il tempo la ricetta ha subito dei cambiamenti, in alcuni casi fino a snaturarne l'essenza originale, come ad esempio l'uso quasi ''sacrilego'' della banalissima nutella per il ripieno. I danni della modernità globale. Anticamente il ripieno era costituito esclusivamente da uova sode triturate insieme al pane smollicato, successivamente, con il benessere, si sono andati aggiungendo ingredienti come il cacao e le mandorle. Ancora oggi però, in qualche famiglia più attenta alla tradizione, si confezionano le ''pigne'' secondo l'antica ricetta, più povera forse, ma sicuramente più genuina e che riporta ai sapori di un tempo. Rarissime infine le massaie che ancora ripropongono la versione più antica della ''pigna'', probabilmente quella originale, conosciuta con la denominazione di ''cacaruzz''. In questo caso scompare ogni traccia di ripieno, mentre sulla superficie del dolce vengono incastonate, come in un diadema, delle semplici uova sode, con tanto di guscio. E' risaputo, le cose più semplici sono sempre le migliori.
Condividi su:

Seguici su Facebook