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Scerni, inaugurazione panchina rossa e presentazione libro “Il rianimatore”

Due giorni di eventi in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

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“Un segno importante e indelebile a memoria della violenza che le donne hanno subito e subiscono, purtroppo, ancora, nei giorni nostri” l’assessore alle politiche sociali di Scerni Laura Toscano ha definito la panchina rossa contro la violenza sulle donne inaugurata stamattina. “Questo evento, dove abbiamo voluto la presenza delle scuole medie, vuole essere un simbolo per informare anche le nuove generazioni e di quanto sia importante educare e insegnare che la violenza va  evitata e sempre condannata” ha aggiunto l’assessore nell’annuncio dell’inaugurazione di oggi.  La panchina, installata presso la Villa Comunale di Scerni, è stata inaugurata alla presenza del parroco don Graziano e delle scolaresche che hanno recitato alcuni versi di Alda Merini

Ragazze e ragazzi saranno protagonisti anche dell’incontro di domani pomeriggio organizzato dall’Azione Cattolica “San Panfilo-Scerni”. Alle 18.30 presso il teatro parrocchiale “San Silverio” sarà presentato il libro “Il rianimatore” di Antonella Presutti. Animeranno l’incontro con l’autrice il vice preside dell’Istituto Omnicomprensivo “Ridolfi-Zimarino” Michele Del Monte, la moderatrice Tiziana Smargiassi e le danze delle ragazze della scuola secondaria di primo grado di Casalbordino guidati dalla professoressa Gabriella Mastropasqua. Un connubio tra arte e letteratura, un simbolo dell’impegno e della sensibilizzazione delle future generazioni per il mondo che li circonda, per dire no alla violenza ed essere protagonisti di un cambiamento, di un avvenire migliore. Anche la danza può essere un importante veicolo di questi messaggi, un modo per trasmetterli e condividerli come in tante attività portate avanti in questi anni dalle classi della scuola secondaria di primo gradodi Casalbordino con professoressa di Educazione Motoria Gabriella Mastropasqua.

 “Petare, sobborgo di Caracas. In questa località si snoda un romanzo corale i cui protagonisti, nonostante siano avvinti da vissuti lacerati, si muovono con delicate cadenze, immersi in una prosa asciutta e incisiva che crea passaggi narrativi fortemente suggestivi, carichi di una potenza evocativa, lirica – racconta la presentazione del libro “Il rianimatore” - anche laddove il racconto inclina verso sentieri aspri, la lingua viene in soccorso esaltando l'estetica, rendendola istanza nella sua nuda verità e bellezza. Le memorie danno vita a un coro polifonico ben orchestrato: voci melodrammatiche, vissute, sventurate, ferite, baciate e guarite dalla poesia, alla luce tersa di un realismo tutto latino-americano che è fuoco e insieme cuore del romanzo in cui ardono i demoni esistenziali, gli sconfitti, redenti e purificati dalla magia salvifica della parola nel sempiterno binomio vita/morte, il cui nodo da sciogliere è appannaggio del rianimatore. Rianimatore di chi o di cosa? In questo caso di piante, metafora e motivo conduttore dell'intero romanzo che, come ricordano Maria e Rodríguez, suggerisce che a ogni ferita corrisponde una guarigione, a ogni fine, la rinascita o la trasformazione”.

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