E' sempre alta la preoccupazione attorno al futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento del Pantalonificio d'Abruzzo-Gruppo Canali, dell'area industriale della Val Sinello a Gissi.
Martedì 22 marzo, nel pomeriggio alle ore 15, si terrà un'assemblea straordinaria delle lavoratrici e dei lavoratori, presso la sala consiliare del Comune di Gissi, con al centro dell'attenzione – da parte delle organizzazioni sindacali di categoria – la situazione aziendale che si presenta a dir poco delicata.
La questione Pantalonificio-Gruppo Canali è stata trattata ieri mattina, nel corso di un incontro istituzionale tenutosi a Pescara, con l'organizzazione di un presidio di protesta da parte di un gruppo di lavoratori, presentatisi con striscioni e cartelli. La realtà, sulla base dei dati relativi alla vendita del prodotto, che sono ancora in inesorabile calo, non è per nulla confortante – è stato evidenziato nell'incontro. Un dato positivo comunque c'è ed è legato al fatto che, pur di fronte ad un'oggettiva situazione di difficoltà, l'azienda non ha ancora avviato le procedure per l'eventuale cessazione della sua attività nel territorio del Vastese interno, raccogliendo l'invito, da parte delle istituzioni, della Regione Abruzzo in particolare e degli stessi sindacati, a verificare possibili soluzioni alternative alla fine di questa esperienza produttiva nel settore tessile.
In ballo, hanno più volte ricordato i delegati delle organizzazioni sindacali Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil, Massimiliano Recinella, Giuseppe Rucci e Claudio Musacchio, c'è un ennesimo dramma occupazionale che interessa l'area del Vastese ed in modo particolare quella della Val Sinello, in forte crisi, con centinaia di posti di lavoro a rischio.
“Stiamo parlando – rimarcavano Recinella, Rucci e Musacchio - di 93 lavoratori coinvolti in uno stabilimento nel quale è presente anche la Gissi Confezioni con circa 200 unità ad oggi pure loro interessate dalla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria”.

