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Appello dell'Ordine degli Assistenti Sociali: 'Più attenzione verso la nostra professione'

Lettera aperta alle istituzioni del territorio del presidente della sezione abruzzese Maria Palleschi

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In qualità di Presidente dell’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali della Regione Abruzzo, ancora una volta mi trovo a dover ricordare agli Enti, alla politica che li amministra e ai dirigenti responsabili dei Servizi Sociali, una maggior attenzione verso la figura del professionista 'Assistente Sociale' e il necessario e doveroso rispetto, onde evitare il rischio di snaturarne i principi deontologici della professione e confondere così l’utenza e l’opinione pubblica identificandoli con servizi sociali discutibili.

Sono costretta a ricordare, infatti, citando l’articolo 10 del nostro Codice Deontologico, che “l’esercizio della professione si basa sull’autonomia tecnico professionale, sull’indipendenza di giudizio e sulla scienza e coscienza dell’Assistente Sociale. L’Assistente Sociale ha il dovere di difendere la propria autonomia da pressioni e condizionamenti, qualora la situazione la mettesse a rischio”

Nonostante la chiarezza di tali norma, sono costretta a denunciare l’ennesimo episodio di ingerenze della politica e dell’Amministrazione verso il lavoro e le scelte professionali operate da colleghe che minano l’operato della professione stessa.

Mi riferisco, in particolare, ad una situazione avvenuta in provincia di Chieti dove i colleghi sovente subiscono dall’Amministrazione di appartenenza delle vere e proprie pressioni per il “contenimento della spesa” nell’ambito delle loro decisioni professionali.

Risulta particolarmente riprovevole il comportamento di talune Amministrazioni locali volte ad una drastica riduzione della spese per il sociale che si ripercuote sistematicamente sulle persone più indifese, in particolare sul settore della tutela dei minori emarginati ed abbandonati.

L’etica professionale degli Assistenti Sociali, in questo campo, impone loro di tutelare sempre e comunque il bene dei minori in stato di difficoltà e per queste ragioni non è accettabile che le colleghe siano soggette ad indebite pressioni da parte di Dirigenti non in possesso di adeguate conoscenze tecniche-professionali per sindacare il loro operato e dal settore politico che intende risparmiare risorse in un settore rappresentato da soggetti, come i minori, che non hanno una rappresentanza politica.

A tal proposito, va anche ricordato che la normativa in favore dei minori in stato di necessità obbliga le Istituzioni, pena una specifica responsabilità penale a loro addebitabile, ad intervenire tempestivamente e con efficacia per eliminare le condizioni pregiudizievoli del minore stesso.

L’intervento nel campo della tutela dei minori emarginati ed abbandonati non può essere limitato da esigenze di bilancio e riteniamo nostro preciso dovere tutelare tutte le assistenti sociali che operano nella regione Abruzzo affinché possano operare le più opportune scelte professionali nella dovuta serenità di giudizio.

Riteniamo, inoltre, che tale stato di cose susciti un sentimento animoso da parte degli utenti nei riguardi degli Assistenti Sociali che spesso mette in pericolo anche la loro incolumità fisica, per cui non esiteremo in futuro a denunciare, agli organismi competenti ed all’opinione pubblica, tali comportamenti indebiti delle Amministrazioni locali.

Maria Palleschi, presidente

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