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Appicca il fuoco ai rifiuti e provoca un incendio, denunciato un operaio

Il rogo a fine luglio in località Colle Pizzuto di Gissi

a cura della redazione
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Il Corpo Forestale dello Stato è stato impegnato, come spesso accade nel corso della stagione estiva, nel coordinamento delle operazioni di spegnimento di un incendio boschivo divampato in località Colle Pizzuto (Gissi) e nelle successive attività d'indagine, che hanno consentito di deferire il responsabile alla Procura della Repubblica di Vasto.

Il rogo, che ha coinvolto circa un ettaro di macchia mediterranea ed uliveti, è stato domato da una squadra composta dal personale del Corpo Forestale dello Stato, dai Vigili del Fuoco, dai Carabinieri e dai volontari della Protezione Civile, prima che le fiamme potessero danneggiare i limitrofi boschi di alto fusto e, soprattutto, prima che potessero lambire le vicine abitazioni ed una cabina del metano che si trova nei pressi dell’area colpita.

La causa dell'incendio è stata individuata dal personale del Comando Stazione Forestale di Gissi con l’applicazione del MEF (Metodo delle Evidenze Fisiche), tecnica che consente, attraverso l’identificazione e lo studio dei segni di passaggio del fuoco sulla vegetazione e sul terreno, di risalire al punto d’innesco.

Un operaio di 37 anni ha appiccato fuoco, in un’area vicina alla propria abitazione, ad un cumulo di rifiuti vari, tra cui anche materiale plastico ed inquinante. Come purtroppo spesso accade in casi simili, l’indagato ha totalmente perso il controllo delle fiamme che, a causa del forte vento, del caldo torrido e della vegetazione secca, si sono propagate sul terreno vicino e si sono rapidamente espanse.

Fermo restando il divieto di smaltire rifiuti con modalità non conformi alla legislazione vigente, nei periodi di grave pericolosità degli incendi boschivi, dal 1° giugno al 15 settembre, è assolutamente vietato accendere fuochi a meno di 200 mt di distanza dalle aree boschive e, comunque, in assenza delle dovute precauzioni. Non solo il vandalismo e l'attività criminale, infatti, ma anche la mancata applicazione delle regole o la semplice distrazione ogni anno riducono in cenere migliaia e migliaia di ettari ricoperti da verdi e rigogliosi alberi.

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