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RIFIUTI A SCHIAVI D'ABRUZZO, STATO DI FATTO INDECENTE

a cura della redazione
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Da Francesco Bottone, capogruppo in Consiglio comunale del gruppo ''Voci Libere'' a Schiavi d'Abruzzo, riceviamo e pubblichiamo: ''Di fronte allo scempio, allo spettacolo vergognoso delle decine di micro-discariche abusive attivate in ciascuna delle frazioni di Schiavi d'Abruzzo, chiedo pubblicamente a chi si spaccia per amministratore di questo paese se non provi un minimo di vergogna. Esiste un responsabile all'ambiente e all'ecologia? Il primo atto della Giunta Sciarra (o dovrei dire Piluso?) è stato quello di aumentare il numero degli assessori, raddoppiandolo, ebbene, nessuno dei quattro assessori ha la delega all'ambiente? A cosa servono questi quattro assessori, solo a riscuotere l'indennità di carica? Chi si occupa delle tematiche dell'ecologia e della tutela ambientale? Nessuno, è evidente! E' assolutamente vergognoso lo stato di abbandono in cui versa il paese, guidato da persone che non hanno un briciolo di sensibilità ecologica, perché altrimenti non si vedrebbero spettacoli del genere. Ingenti quantità di rifiuti ingombranti, ferrosi e speciali, inquinanti e pericolosi sono depositate da settimane in prossimità dei cassonetti della nettezza urbana, ai bordi delle strade, e non solo di quelle di campagna, ma anche di quelle importanti come nel caso della strada provinciale che passando per frazione Taverna collega il paese alla fondovalle del Trigno. Ogni giorno su quella strada transitano decine di macchine, possibile che nessuno dell'amministrazione si sia accorto che lì è stata attivata una vera e propria discarica? Possibile che nessuna autorità pubblica, nessun politico o presunto tale, sia passato mai per quella strada e abbia visto quello spettacolo indecente? Non è bastato neanche il processo in atto che vede indagato e rinviato a giudizio il sindaco proprio per reati ambientali ad inculcare in questi personaggi un po' di rispetto per l'ambiente e per la natura. E qualcuno, nelle scorse elezioni regionali, aveva la faccia tosta di presentarsi agli elettori con lo slogan ''perché la montagna viva''.
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