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LAVORI A SCHIAVI D'ABRUZZO, RINVENUTA LAPIDE

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Nel corso dei lavori di sistemazione del centralissimo Monumento ai Caduti a Schiavi d'Abruzzo è stata rinvenuta una grossa stele commemorativa recante un'iscrizione del Ventennio fascista. La pesante lapide, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e la conseguente caduta del fascismo, era stata smantellata e rimossa, come molte altre insegne del regime, dalla sua posizione originaria, presumibilmente un luogo con buona visibilità, e utilizzata per la costruzione di una fontana proprio al di sotto del muro di cinta del monumento ai caduti. La lapide fungeva praticamente da frontale della vasca della fontana e i costruttori di allora ne avevano curato la collocazione in maniera tale che l'iscrizione fascista restasse celata all'interno. Già da qualche anno la stele marmorea presentava delle evidenti crepe e lesioni e purtroppo in sede di rimozione non è stato possibile evitarne la rottura. L'iscrizione scolpita sulla lapide, che risale al novembre del 1935, ricorda le sanzioni economiche comminate dalla Società delle Nazioni all'Italia per la sua politica di aggressione nei confronti dell'Etipioa. Si legge infatti sulla stele: ''18 NOVEMBRE 1935 XIV A RICORDO DELL'ASSEDIO PERCHE' RESTI DOCUMENTATA NEI SECOLI L'ENORME INGIUSTIZIA CONSUMATA CONTRO L'ITALIA ALLA QUALE TANTO DEVE LA CIVILTA' DI TUTTI I CONTINENTI''. Oltre alla scritta non vi sono altri simboli tipici del Ventennio, come ad esempio il fascio littorio che veniva solitamente inserito in ogni monumento. Proprio l'assenza di elementi ''imbarazzanti'' potrebbe far propendere l'amministrazione comunale per una futura collocazione della lapide, una volta fatta ristrutturare e ripulire, in un luogo pubblico. Questo gesto non avrebbe ovviamente alcun significato politico, ma si tratterebbe semplicemente di tutelare e magari valorizzare una lapide commemorativa risalente ad oltre settanta anni fa, nient'altro che un reperto storico.
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