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MotoGP, un grande Iannone festeggia il secondo posto in Australia

Risultato dolceamaro quello del vastese, che poteva anche aspirare alla vittoria

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Più gioia o più rimpianto per un secondo posto? La gara di Iannone in Australia dice forse più "rimpianto". Si può parlare infatti di altra occasione buttata al vento per il vastese, che stavolta ha avuto la rara e inestimabile possibilità di vincere la gara e l’ha sprecata sul più bello, perdendo irrimediabilmente quell’attimo fuggente che poteva fargli recuperare terreno su Vinales, il trionfatore finale di Philip Island. Quello che invece poteva essere lui. Perfino Marquez, oggi ritiratosi clamorosamente dopo un contatto con Zarco, aveva profetizzato una possibile vittoria del "Maniaco", che aveva dominato in due occasioni le prove libere e che aveva fatto intendere di poter conquistare addirittura la pole position. La sua prestazione si deve comunque definire notevole, considerando i limiti dovuti soprattutto al consumo delle gomme. Per lui si tratta del quarto podio stagionale, del 35esimo in carriera, dell'11esimo in MotoGP e soprattutto del suo miglior risultato in Suzuki. Terzo posto per Andrea Dovizioso, scattato nono in griglia di partenza.

La gara - Iannone s’infila subito tra i primissimi, affianca Marquez e chiude secondo in prima curva alle spalle di Petrucci, che però esce subito con un dritto. Gran confusione nei primi istanti della gara, con Miller al comando e Iannone in terza posizione dopo essere stato recuperato e sorpassato da Marquez. Intanto il vastese non perde il contatto da chi comanda, ovvero dal neocampione del mondo e da Dovizioso che ha scalato ben sette posizioni.

Gran manovra di Iannone nella terza tornata, quando infila Dovizioso e si butta all’inseguimento di Marquez. Ma il vastese viene subito ripreso dal forlivese che se lo rimette alle spalle. Il n.29 firma intanto il miglior giro. Gioia fugace che sparisce dopo il sorpasso di Miller e che lo costringe a fare i conti pure con Zarco. Davanti scoppiano scintille tra Dovizioso, Miller e Marquez, mentre il francese della Yamaha non demorde sul vastese e lo sorpassa. Poi Zarco si tocca con Marquez a 300 km/h nel rettilineo lungo e cade, con lo spagnolo che rimane come al solito miracolosamente in piedi ma che viene poi costretto al ritiro per il telaio irrimediabilmente danneggiato. Nella manovra rischia tantissimo pure Iannone, che seguiva immediatamente i due e che devia sulla destra evitando indenne la moto volante del pilota Yamaha.

All’ottavo giro, Vinales, Dovizioso e Iannone risultano essere i primi tre, con Rossi che però sorpassa in poche curve sia il vastese sia il pilota Ducati. Lo spagnolo intanto prova l’allungo sugli inseguitori. Nella tornata successiva, Iannone passa Dovizioso e si riprende la terza posizione. Al dodicesimo giro, il n.29 della Suzuki scavalca pure Rossi in curva 12, è secondo e cerca di recuperare su Vinales, che intanto ha accumulato un vantaggio di ben un secondo e mezzo. Ma il vastese, spingendo al limite, va largo poco dopo e rientra in quinta posizione subito dietro Dovizioso.

A undici giri dalla fine, Iannone affianca in rettilneo Rossi e lo sorpassa di forza, puntando così le due Ducati di Dovizioso e Bautista, che sostituisce l’infortunato Lorenzo. Dopo due tornate, il vastese sorpassa lo spagnolo frapponendosi così tra le due rosse di Borgo Panigale. La bagarre con Bautista prosegue, con Iannone che rimane incollato agli scarichi di Dovizioso e che però va ancora una volta largo, trovandosi così dietro il forlivese e il n.46. Infuria lo scontro tra i quattro, che si scambiano spesso posizioni e permettono a Rins di ricongiungersi al gruppetto. Vinales è ormai troppo lontano, l’unico motivo di interesse risiede nella lotta per il secondo posto. Conquistato a cinque giri dalla fine da Iannone, che con una gran frenata al limite fa fuori proprio il “re” delle staccate Dovizioso. Vinales ha la gomma consumata davanti, Iannone ha difficoltà con la sua posteriore e prova a ridurre il distacco dallo spagnolo quando è però troppo tardi. Il vastese intanto deve pure resistere agli attacchi del ducatista e ci riesce fino alla bandiera a scacchi, conquistando un secondo posto fondamentale e prezioso ma che sa di dolceamaro

“Un buon pilota è chi è veloce, e tutti quelli che arrivano in MotoGP lo sono. Un campione è chi va veloce e pensa sulla moto. Un campionissimo va veloce, pensa sulla moto però, nel momento chiave, non sbaglia”. Queste le parole di Marc Marquez in una recente intervista alla Gazzetta dello Sport. Mai come oggi risulta facile intuire a quale categoria appartenga Andrea Iannone, che davanti ai microfoni del post-gara, pur ammettendo gli oggettivi limiti dovuti al consumo gomme e alla differenza di motore con la Ducati, non ha nascosto l'amarezza per una gara che poteva farlo davvero sognare in grande. Cosa che, dall'anno prossimo in Aprilia, molto difficilmente potrà riaccadere.

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