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MotoGP, si conclude lo scempio di Silverstone: annullata la gara di Iannone e colleghi per pioggia

Decisione giunta dopo un’attesa estenuante e continui rinvii. Chiesta un'indagine sul circuito inglese, sofferente di gravi problemi di drenaggio

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Era dal 1980 che non veniva annullata una gara nella classe regina del motociclismo. Era in Austria, e nevicava molto. Oggi, sul circuito di Silverstone, è bastata una pioggia continua a determinare l’annullamento delle gare di MotoGP, Moto2 e Moto3 del Gran Premio di Gran Bretagna

Un avvenimento storico, sulla quale nulla ha potuto la decisione di anticipare la partenza alle 12.30 ore italiane a causa dell’incognita meteo. Da questa mattina, la pioggia si è infatti puntualmente e abbondantemente abbattuta sul circuito inglese, scatenando l’inevitabile e interminabile odissea di riunioni, rimandi, controlli, accuse, giustificazioni e ipotesi contrastanti sul da farsi. E così Andrea Iannone e colleghi, nella confusione più totale e dopo un’attesa incredibile ed estenuante di quasi sei ore, hanno ricevuto la notizia che tutti si aspettavano, considerando che già al termine delle FP4 di ieri il tracciato aveva mostrato gravi problemi di acquaplaning.

Scartata l’ipotesi di rimandare la gara a domani per motivi economici e logistici, la riunione tra Dorna, Fim, team e piloti aveva deciso di attendere a oltranza il miglioramento delle condizioni atmosferiche per sperare nell’interruzione o almeno nella diminuzione della pioggia e soprattutto nell’asciugamento della pista, che in alcuni punti presenta buche e avvallamenti che hanno impedito all’asfalto di drenare l’acqua. Anche il secondo via, previsto per le ore 15, era stato ulteriormente posticipato per permettere ulteriori ispezioni dei commissari, l’ultima delle quali, quella delle ore 17, ha però dato il definitivo esito negativo. Ma a pesare sulla decisione è stato soprattutto il parere dei piloti, contrari a correre per evidenti ragioni di sicurezza.

Lo stesso Andrea Iannone, come molti altri suoi colleghi, aveva pronosticato l’impossibilità di gareggiare sull’asfalto di Silverstone in caso di pioggia. “Con la pioggia non sarà possibile correre – aveva affermato dopo le qualifiche del sabato  – si creano infatti delle pozzanghere grosse. Purtroppo l’asfalto non drena e si forma un lago. Ieri ne abbiamo parlato in Safety Commission e ora toccherà vedere cosa accadrà, anche perché non sarà possibile prevedere il meteo di domenica”.

La spiegazione della Safety Commission - A margine della decisione di annullare il GP di Gran Bretagna, la Safety Commission ha spiegato quanto accaduto e le proprie motivazioni. Siamo stati costretti a cancellare l’evento a causa delle condizioni della pista. Si è trattato soprattutto dell’acqua che si è accumulata sul circuito. Abbiamo visto che, in alcuni punti, l’acqua non veniva drenata dall’asfalto. Abbiamo fatto tutto il possibile. Mai avremmo voluto cancellare ma la sicurezza è sempre la priorità assoluta”.

Abbiamo fatto diversi tentativi, anticipando e posticipando gli orari. Ma alla fine le condizioni per correre in sicurezza non c’erano. E anche ritardando il più possibile, oggi, l’orario di partenza, non ci sarebbero state". Una frase, quest'ultima, il cui senso logico sembra difficile da afferrareA proposito del tracciato e su cosa accadrà in futuro: “Quest’anno, con la nuova superficie dell’asfalto, è stata in effetti la prima volta che si è vista questa consistente pellicola d’acqua. E’ stato fatto tutto il possibile da parte del personale del circuito ma non c’è stato nulla da fare. Per il futuro occorrerà intervenire, si sta pensando di aprire una indagine, che durerà 6 settimane, per cercare di comprendere quale sia stato il problema concreto che ha portato a questa situazione. Ma di certo si dovrà riasfaltare se si vorrà correre qui”.

Al netto della pessima gestione odierna, delle errate tecniche di costruzione dell'asfalto e della loro successiva omologazione, tutte corresponsabili di questo disastro andato in mondovisione, resta almeno la curiosità di capire quale sarebbe potuta essere la gara di Iannone, che si sentiva altamente fiducioso su una pista molto favorevole alla sua Suzuki. Il 9 settembre lo attende il Gran Premio di San Marino a Misano: si spera che il tracciato "di casa" possa fargli tornare quel sorriso che aveva dichiarato di poter sfoggiare al termine della gara di Silverstone.

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