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Roberto Inglese, esordio da sogno con il Parma: ma la sua magia non basta contro l’Udinese

Grande impatto dell’attaccante gialloblu, che infrange pure il tabù di Mario Lemme e del lentellese Stefano Crisci

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Al termine del fischio finale, Roberto Inglese si starà ancora stropicciando gli occhi per il suo bellissimo esordio con la maglia del Parma. Un esordio bagnato da un gol strepitoso, storico (è il primo del Parma tornato in Serie A dopo le cavalcata trionfale partita dai Dilettanti), ma sfortunatamente non decisivo alla conquista dei primi tre punti dei ducali, che nel match casalingo contro l’Udinese chiudono il primo tempo avanti di due reti e si fanno rimontare in pochi minuti nella seconda frazione di gioco. Risultato finale: 2-2.

Una prestazione eccellente quella dell’attaccante nativo di Lucera, il cui impatto sulla partita è stato da subito fatale. Inglese, fin dal primo minuto, aveva mostrato grande grinta in fase di pressing, lampi di classe (vedi il colpo di tacco per Di Gaudio) e ottimi movimenti in attacco, svelando una già notevole sintonia con i compagni di reparto. Dopo aver sfornato un cross al bacio per Grassi, il cui colpo di testa aveva trovato l'opposizione di Scuffet, lo stesso centravanti aveva deciso di sbarazzarsi dei panni dell’assist-man per indossare i suoi più abituali di bomber. E lo aveva fatto alla sua solita maniera, ovvero con un gol fantastico: al 43’ controllo perfetto di un pallone servitogli da Di Gaudio, doppio dribbling su Nuytinck e diagonale letale di sinistro che s’infilava all’angolino. La sua partita, da migliore in campo, era poi terminata al 71’, minuto in cui aveva fatto posto all’ex Pro Vasto Fabio Ceravolo.

Una serata magica la cui descrizione sarebbe incompleta senza lo svelamento di una notevole curiosità. Dopo il gol segnato a San Siro a 26 anni di distanza da quello di Fiorenzo D’Ainzara, l’attaccante ha infranto per la seconda volta un importante tabù “vastese”: quello del mancato esordio in Serie A di un calciatore del nostro territorio con la maglia del Parma.

Il primo a provarci era stato Mario Lemme nel 1994. Nella sua importante carriera, nella quale svetta la conquista di una Coppa Uefa grazie a una presenza contro gli svedesi dell’Aik di Solna, non compare infatti neanche un minuto in massima serie con la maglia crociata. Stessa sorte per Stefano Crisci, passato dalla Pro Vasto alla primavera del Parma nell’estate 2007. Il gol segnato in amichevole estiva contro gli spagnoli del Recreativo Huelva sembrava potergli spalancare le porte della Serie A. Porte che si erano però poi rivelate amare sliding doors: due sole presenze in panchina e neanche un minuto in campionato, a causa di sostituzioni obbligate e corrette in corso di partita e di una classifica deficitaria che aveva spinto Di Carlo a puntare sempre sugli esperti Lucarelli, Budan e Corradi.

Un destino calcistico decisamente più felice quello toccato invece a Roberto Inglese, che per la seconda volta va a segno all’esordio stagionale in Serie A. Se il buongiorno si vede dal mattino, si prevedono “lacrime napulitane” per gli azzurri di Ancelotti, che l’hanno lasciato andare via in prestito perché terzo in linea di successione nel ruolo di prima punta, e grandi sorrisi per Roberto Mancini, il ct della Nazionale che, dopo la prestazione di stasera, inizierà sicuramente a fare più di qualche pensierino sull’attaccante vastese. Per un altro "esordio da sogno": quello con la maglia dell'Italia.

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