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La “nuvoletta” di Fantozzi ha scelto il suo nuovo bersaglio: si chiama Andrea Iannone

A Silverstone l’ennesimo flop del pilota vastese, protagonista di una stagione terribile e sfortunata

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“Why always me?”. Il celebre motto che fu di Mario Balotelli potrebbe calzare a pennello anche ad Andrea Iannone, quest’anno protagonista di una stagione deludente e totalmente al di sotto delle iniziali aspettative.

A un passo avanti compiuto, ne seguono puntualmente due indietro: così potrebbe definirsi quella che finora è stata l’esperienza del pilota vastese nel team Suzuki Ecstar. Ogni volta che prova ad uscire dalla difficile situazione, infatti, Iannone viene puntualmente ributtato a terra dalla sorte avversa, rendendo vana ogni speranza di migliorare il precario stato delle cose.

Esemplificativa la gara di ieri di Silverstone, dove Iannone, dopo un sorprendente warm up che gli aveva fatto ottenere il miglior tempo, era immediatamente riuscito a scalare cinque posizioni. Poi, dopo la luce, il solito buio. Già tra il primo e il secondo giro, Iannone aveva perso buona parte del tesoretto guadagnato, finendo poi tredicesimo e addirittura dietro al compagno di squadra Alex Rins, pilota al suo primo anno in MotoGP e pure reduce da gravi infortuni. A poche tornate dal termine, quindi, lo sfortunato incrocio di traiettorie tra la sua Suzuki e la Ducati di Danilo Petrucci, andata larga dopo un leggero contatto con Aleix Espargaro, che ha determinato così la caduta e la fine anticipata della gara di entrambi.

O il ritiro, o un risultato deludente: non ci sono alternative per Iannone. È ormai un copione che si ripete stancamente a ogni appuntamento. Oltre agli ormai endemici problemi di adattamento alla sua GSX-RR, una moto che il vastese evidentemente non riesce ancora a fare sua (cosa che d’altronde non manca mai di rimarcare nelle interviste), sulla sua stagione influiscono soprattutto tanti aspetti imponderabili.

Il pilota di punta del team Suzuki, se da una parte pare che abbia perso molta dell’irruenza e della voglia di strafare degli anni passati (basti citare soltanto i due principali episodi dell’anno scorso, quando in Argentina finì addosso all’allora compagno di squadra Andrea Dovizioso e in Catalogna a Jorge Lorenzo), dall’altra sembra che abbia ereditato dallo scomparso Paolo Villaggio la celebre “nuvoletta” del suo personaggio Fantozzi.

Quando non ci mette del suo, infatti, Iannone viene puntualmente tormentato dalla cattiva sorte, che quest’anno l’ha indiscutibilmente scelto come suo bersaglio prediletto. Sui suoi 4 ritiri di quest’anno, solo quello del Qatar sembra totalmente imputabile al pilota Suzuki, che aveva ammesso le sue colpe al termine della gara. Sui tre successivi, invece, tra gomme andate in crisi, cadute in percorrenza curva e contatti indesiderati come quello di ieri (quando aveva provato ad evitare l’impatto con Petrucci frenando forte, col risultato di perdere l’avantreno), appare davvero difficile cercare ulteriori colpe in Iannone, almeno in quello che è l’atteggiamento avuto in gara. Oltre ai ritiri poi, l’episodio più “fantozziano” di tutti, col grottesco incidente in corsia box al Gran Premio di Germania che andava a riempire la voce vuota alla casella “Ci mancava solo questa”.

Neanche si contano, infine, le innumerevoli e quotidiane critiche da parte degli addetti ai lavori (su tutti gli strali dell’ex campione Kevin Schwantz), e dei comuni detrattori e appassionati, che soprattutto sui social si sono scatenati nel considerare la sua relazione con Belen Rodriguez e il suo stile di vita come le principali cause del disastro di quest’anno.

I numeri intanto parlano chiaro: 4 ritiri, la miseria di 33 punti in 12 gare (2,75 punti a gran premio, 150 quelli che lo separano dal leader della classifica mondiale Dovizioso) e il settimo posto di Austin come miglior piazzamento finale“In passato ero un pilota decisamente più nervoso, poi, col tempo, ho capito che il tempo ed il lavoro portano i risultati. Con il nervosismo non ho mai risolto niente, dall’oggi al domani in questo sport non si ottiene nulla, sicchè continueremo a lavorare per migliorare i nostri risultati”, aveva detto ieri Iannone a fine gara. La forte sensazione è che il suo cambio di atteggiamento non basti affatto a sconfiggere la cattiva sorte neanche a partire dal prossimo gran premio di San Marino, in programma a Misano il 10 settembre: la nuvoletta che quest’anno si è posizionata sopra la sua Suzuki non vuole sapere di andarsene via, pare essergli davvero molto affezionata.

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