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Lello Villani, un sorriso per tutti: va in pensione il coordinatore della radiologia del 'San Pio'

L'attività all'ospedale termina dopo 40 anni, andrà avanti quella di segretario territoriale del sindacato autonomo Fsi-Usae

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Quarant’anni di lavoro, moltissimi dei quali spesi nelle “segrete” del 'San Pio', laggiù in radiologia, lì dove a lungo non si è mai visto un solo raggio di sole. Ma c’era il suo cuore grande a battere e pulsare di allegria e di servizio al prossimo, quello di Lello Villani, che nei giorni scorsi ha staccato il pass per la meritata pensione.

Negli ultimi 15 anni Lello ha svolto il ruolo di coordinatore del servizio di radiologia, sempre pronto a dare una mano. A tutti, ma proprio a tutti, dal medico di reparto al portantino, dal tecnico come lui al paziente un po’ confuso prima di sottoporsi a una lastra o a una Tac.

Divertente e disincantato, grazie al Dna che la sua bella Napoli gli ha instillato fin dentro le vene, Villani ha saputo sempre coniugare lavoro e umanità, mai dimenticando le sue radici, Casoli, il paese che, con la Juve, è la sua altra, grande passione. Lei, la signora Luciana, lo sa bene e, da moglie premurosa ne ha sempre tollerato un dinamismo frenetico, a volte inaspettato. Anche ora che, con la pensione, il suo Lello continuerà a correre su e giù per l’Italia, coi galloni di segretario territoriale del sindacato autonomo Fsi-Usae.

Quando ha girato le spalle alla porta della radiologia, dopo abbracci e pacche sulle spalle a medici e colleghi, Lello non ha trattenuto le lacrime: è un capitolo che si chiude per sempre, con quel dubbio in più che lo tormenta da tempo: ce la farà il “suo” ospedale a sopravvivere ai tagli della sanità? Ora, col sindacato e la famiglia, coi figli adorati Francesco e Fabrizio, di cui va giustamente fiero, lo aspettano le sue amatissime passeggiate in solitudine in riva al mare: non solo a Vasto, ma anche se non, soprattutto, a Casalbordino Lido. Specie quando in spiaggia di gente non ce n’è e può godersi il profumo delle onde tutto per sé.

Auguri Lello, hai lavorato una vita, le migliaia di pazienti del San Pio che hai accompagnato con un sorriso in corsia non ti dimenticheranno mai.

 

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