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Festeggiato il 50° anniversario di sacerdozio di don Mario Pagan

La celebrazione presieduta dall'arcivescovo di Chieti-Vasto mons. Bruno Forte

| di Luigi Medea
| Categoria: Personaggi
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Sabato 16 aprile la comunità parrocchiale della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo di San Salvo Marina ha partecipato con gioia e intensità spirituale alla festa del 50° Anniversario di Sacerdozio del suo parroco don Mario Pagan, nativo di Chioggia, attuale Presidente del Capitolo della Concattedrale di Vasto,  sacerdote amato da tutti per la sua affabilità e per l’indefesso impegno pastorale, stimato anche nell’intera diocesi e in Abruzzo per i numerosi incarichi svolti in particolare come Assistente Unitario regionale e diocesano di Azione Cattolica (ma anche come assistente del CIF di Chieti e Delegato Regionale FIES).

La Messa è stata presieduta dall’arcivescovo mons. Bruno Forte e concelebrata da vari sacerdoti, venuti soprattutto da Vasto.

Dopo l’antifona d’ingresso la giovane Loredana Grannonio ha ricordato la storica data del 26 marzo 1966 (giorno dell’Ordinazione), quando don Mario con voce tremante disse al Signore il suo “Eccomi, manda me”, esprimendo la sua totale disponibilità a predicare, consolare e guidare gli altri, ma soprattutto ad ascoltare, condividere e discernere il cuore.

All’omelia Padre Bruno, richiamandosi ai tre testi delle letture (Gli atti degli Apostoli, l’Apocalisse e il Vangelo di Giovanni), ha approfondito tre importanti aspetti dell’impegno cristiano. Innanzitutto la “parresia”, cioè la franchezza nell’esprimersi, la libertà da ogni paura e condizionamento. E’ questa, ha sottolineato il Vescovo, la prima qualità dell’apostolo, che vuole essere vero testimone. In secondo luogo la straordinaria visione presentata nell’Apocalisse con quella “moltitudine immensa, che nessuno poteva contare di ogni nazione, tribù, popolo e lingua, in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello”. E’ la visione della città celeste, vero respiro della grande speranza. E infine le belle parole di Gesù sulle “sue pecore” che ascoltano la sua voce e alle quali egli dà la vita eterna.

Rivolto con affetto al caro don Mario, il Vescovo ha detto: “Tu sei un sacerdote che parla con franchezza, sei un autentico testimone di Gesù, hai la capacità di guardare avanti e di vedere sempre la città di Dio, dimostri in particolare un rapporto di conoscenza e di amore profondo per il Cristo, Buon Pastore. In questi anni hai soprattutto seminato tanto bene – e lo continui a fare -  nell’Azione Cattolica”. Gli ha, quindi, consegnato un suo messaggio scritto come segno di riconoscenza.

Dopo la preghiera dei fedeli, le cui intenzioni sono state lette dai ragazzi della parrocchia, don Mario, particolarmente emozionato, ha espresso la sua riconoscenza al Signore per essere stato chiamato da Lui “a servire il popolo come annunciatore del Vangelo e dispensatore dei santi misteri”, chiedendo umilmente che la sua vita diventi sempre più “un’offerta pura per il calice prezioso posto nelle sue mani”.

E’ seguito l’Offertorio, durante il quale il giovane Christian Gianico ha spiegato il significato dei doni: il vino, frutto della terra e del lavoro; il pane, frutto di tanti chicchi di grano macinati insieme; la stola, simbolo di perdono e di riconciliazione; la corona del Rosario, strumento di preghiera e vincolo di amore che ci lega alla Mamma del Cielo.

Prima della Benedizione finale, è stato letto il testo di un manoscritto medioevale (su come un prete deve essere…), trovato a Salisburgo, e riportato da don Mario nell’immaginetta-ricordo e ci sono stati vari interventi augurali per il festeggiato con il dono di alcune targhe e di omaggi floreali. Hanno preso la parola due esponenti dell’Azione Cattolica (il presidente diocesano Giuseppe Scutti e il Delegato regionale per l’Abruzzo e il Molise Enrico Michetti) che hanno espresso la loro gratitudine per il prezioso lavoro formativo ed organizzativo, svolto da don Mario, e il sindaco di S. Salvo Tiziana Magnacca (in dolce attesa), che ha sottolineato come in questi anni don Mario sia stato un importante punto di riferimento umano e spirituale per la città.

Don Mario ha ringraziato tutti: il Vescovo e i suoi predecessori, i confratelli Sacerdoti, le autorità, i fedeli, ricordando con un particolare affetto i genitori, i parenti e gli amici che gli sono stati vicini, collaborando al suo servizio sacerdotale e sostenendolo con la preghiera e l’amicizia.

Luigi Medea

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