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Lettera aperta a Riccardo Cocciante per il suo 80° compleanno

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Caro Maestro,

oggi compi ottant’anni, e mentre tanti ti celebrano per ciò che hai donato alla musica italiana e internazionale, io sento il bisogno di farlo in un modo più personale. 

Perché tu, per me, non sei stato soltanto un grande artista: sei stato una presenza viva nella mia voce, fin da quando ero bambino.

Sono cresciuto nel palazzo Liguori, a Casaferro, una frazione di Marigliano, in provincia di Napoli. 

Le scale di quel palazzo erano la mia prima “sala da concerto”: una cassa di risonanza naturale che amplificava ogni nota, ogni tentativo, ogni emozione. 

E tra tutte le canzoni che cantavo lì, con la timidezza e il coraggio dei bambini che scoprono la propria voce, c’erano le tue. 

Le tue più di tutte.

Cantarti non era un gioco: era un modo per conoscermi. 

E ancora oggi, quando interpreto una tua canzone, sento che la mia voce si intreccia alla tua, come se per un attimo potessi abitare il tuo mondo emotivo. 

La tua musica non chiede solo di essere ascoltata: chiede di essere vissuta. 

E quando la canto, mi chiede sincerità, presenza, cuore.

Le tue melodie mi hanno accompagnato nei momenti in cui la vita chiedeva verità: 

nelle gioie che cercavano un nome, 

nelle ferite che avevano bisogno di un suono, 

nei silenzi che solo una nota giusta poteva sciogliere. 

La tua intensità mi ha insegnato che la sensibilità non è un difetto, ma un modo più profondo di stare al mondo.

E poi il teatro musicale, dove hai trasformato la musica in destino. 

Notre Dame de Paris non è solo un capolavoro: è un luogo dell’anima. 

Ogni volta che ne interpreto un frammento, sento quella vibrazione che ti prende allo stomaco e ti ricorda che l’arte, quando è autentica, non passa mai: resta, si imprime, ritorna.

Oggi, nel giorno dei tuoi ottant’anni, voglio dirti grazie. 

Un grazie che viene dalla voce e dal cuore. 

Grazie per le parole che ho cantato a occhi chiusi. 

Per le emozioni che ho interpretato come fossero mie. 

Per quella musica che, ogni volta, mi ricorda chi sono.

Buon compleanno, Maestro. 

Che la tua voce continui a vibrare nel mondo, e anche nella mia.

Con gratitudine e affetto, 

Lino D'Avino.

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