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La lettrice volontaria Samuela Di Stefano omaggia il presidio Nati per Leggere

Una buona pratica a favore dei bambini e delle loro famiglie per promuovere e incentivare la lettura

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Risale ad alcuni giorni fa un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’Istituto Comprensivo Monteodorisio, con cui si condivideva una notizia meravigliosamente “insolita”, una di quelle che non si è abituati a sentire spesso e che per questo sorprende e riempie ancora di più il cuore e la mente di gioia e orgoglio. Soprattutto se chi legge è qualcuno che crede fermamente nel valore di un libro e della lettura e nel loro potere “liberatorio”.

Protagonista è una studentessa cupellese da poco laureatasi con una tesi in Letteratura dell’Infanzia presso l’Università degli Studi di Macerata, che ha deciso di donare alcuni albi illustrati e volumi al Presidio Nati per Leggere che ha sede presso l’I.C. Monteodorisio.

 “Un ringraziamento speciale a Samuela Di Stefano da poco laureata con una tesi in letteratura per l’infanzia dal titolo “Albi illustrati per costruire legami: un progetto di promozione della lettura con le famiglie dal nido alla scuola dell'infanzia e le buone pratiche di Nati per Leggere Abruzzo”. Un intero capitolo della sua ricerca è stato dedicato al Presidio Nati per Leggere dell’Istituto Comprensivo Monteodorisio” si legge nel post citato, a corredo del quale sono state pubblicate foto raffiguranti la lettrice volontaria del Progetto Locale Rete del Vastese all’interno della Biblioteca del plesso scolastico di Cupello insieme ai tanti volumi conservati al suo interno; alla presenza delle referenti biblioteca e delle altre lettrici della Rete.

E proprio alle parole di Samuela, appassionata di albi e letture, affidiamo il compito di far luce su questa  “buona pratica” (che speriamo divento quanto mai contagiosa), sulle ragioni alle origini di un tale gesto e su cosa significhi donare un libro.

Questa donazione nasce a completamento del mio percorso universitario con una tesi sull'importanza della lettura nella prima infanzia. Nella suddetta, ho dedicato il secondo capitolo al progetto nazionale Nati per Leggere e alle attività del presidio I. C. di Monteodorisio, durante le quali, in qualità di volontaria NpL della Rete del Vastese, ho sviluppato un'indagine sulle abitudini di lettura in famiglia per incentivare questa buona pratica sin dalla primissima infanzia e migliorare il nostro operato sul territorio. Perciò ho deciso di donare dei libri al presidio al fine di arricchirne la biblioteca e offrire il mio contributo ai bambini e alle loro famiglie che ci omaggiano della loro presenza sempre più cospicua e a noi, operatrici e volontarie, che crediamo fortemente in questa iniziativa dedicandovi tempo e passione.” – ha affermato, evidenziando a seguire cosa significhi per lei donare un libro – “Per me donare un libro è un gesto d'amore. Talvolta i libri mi hanno permesso di esprimere pensieri ed emozioni a cui non riesco a dar voce per questo li scelgo sempre con cura per le persone che amo. Senza dubbio, dunque, donare libri alle biblioteche scolastiche potrebbe diventare una buona pratica per arricchirle; un piccolo gesto a favore di un grande beneficio all'intera comunità. Non a caso tra le iniziative nazionali di promozione della lettura vi è "#ioleggoPerché", incentivata dall'Associazione Italiana Editori, che offre alle famiglie la possibilità di donare libri alle scuole di ogni ordine e grado per arricchirne le biblioteche e favorire la lettura nei bambini e nei ragazzi.”.

A queste parole fanno eco quelle della referente del Presidio NpL dell’I.C. Monteodorisio:

Lo scrittore Jorge Luis Borges una volta disse che di tutti gli strumenti inventati dall’uomo, il più sorprendente è il libro perché è una straordinaria estensione della sua memoriae della sua creatività. Per questo donare un libro è un profondo atto d’amore, perché si regala la conoscenza e la possibilità di intraprendere un viaggio attraverso la lettura e noi stessi in piena libertà. Quando la mente apprende, il cuore è in festa!” - ha esordito l’insegnante.

Regalare un libro vuol dire regalare nuovi mondi, nuove avventure, nuovi sogni, in cui perdersi tra le righe. Un libro permette di immedesimarsi nei personaggi, quindi aumentare l’empatia, e inoltre ci fa volare con le ali dell’immaginazione in numerosi luoghi e tempi. Regalare un libro vuol dire regalare conoscenza: la conoscenza di parole nuove, di una nuova lingua, di nuovi animali, di modi di fare, di situazioni, ma anche nuove emozioni. Regalare un libro vuol dire regalare condivisione. Momenti che creano un forte legame tra il lettore e il bimbo.” continua ancora la referente, che conclude poi sottolineando il valore culturale e sociale di un libro: “I libri non hanno bisogno di batterie, i libri sono per sempre e da essi possono nascere anche giochi e laboratori. I libri possono accompagnare la vita di tutti sin da piccoli e allargare gli orizzonti con i contenuti e gli insegnamenti celati tra le righe. Un dono prezioso ma anche  un atto d’amore verso i bambini, i genitori e l’intera società (una società che legge è una società pensante).”

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