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La vita del conte vastese Enrico Trivelli al centro dell’ultimo incontro di 'Libri al Chiostro'

Con questo 12° appuntamento si chiudono gli eventi culturali dell'estate 2021 della rassegna

| di Rosaria Spagnuolo
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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La ricca espressione culturale e storica evidenziata dalla seconda edizione di “Libri al Chiostro” di quest’estate 2021 si è conclusa con il 12 appuntamento del 27 agosto, presentando il libro del giornalista e scrittore Pino Coscetta che ha presentato il suo ultimo lavoro: "Giustiziate il fogliettante - Vita e morte di Enrico Trivelli conte del Vasto", Solfanelli editore 2021, con la collaborazione della Pro Loco “Città del Vasto”, della “Libreria” di via Cavour con la collaborazione dell’APS “Collegio Istonio”, nei locali dello stabile della ex Curia, grazie alla preziosa disponibilità di Don Gianfranco Travaglini e della Curia Vescovile.

La presentazione di Renata D’Ardes, direttore Dipartimento di Studi e Ricerche sulla Storia di Vasto, di Paolo Calvano, studioso e ricercatore e dell’autore Pino Coscetta, ha dato la possibilità di fare uno spaccato della vita a Vasto e a Roma del XVIII secolo e chiarire la biografia di Enrico Trivelli, sventurato Conte di Vasto, che va a Roma e diventa il capo espiatorio.

Ricco l’interesse sulla vita di Enrico Trivelli anche da parte di autori Vastesi. Gianni Oliva nel 1982 ha scritto: “Un poeta al patibolo” tratto dal volume “Le frontiere invisibili- cultura e letteratura in Abruzzo, Bulzoni Editore, ma ci sono anche altre pubblicazioni di altri autori, come “Tre istonesi a Roma, di Luigi Benedetti, quaderni della Alma Roma e annotazioni di Vittorio Anelli e Luigi Marchesani.

La famiglia Trivelli a Vasto era fatta da artigiani, abitavano nella Parrocchia di Santa Maria Maggiore e lavoravano il ferro. Alla fine del 1600, entrano alle dipendenze del marchese D’Avalos. Lucio Trivelli diventa dipendente, il sacerdote Tommaso Trivelli diventa il segretario del marchese, torturato e condannato viene salvato e esiliato a Vienna, Francesco Trivelli, anche lui sacerdote, diventa diplomatico a Venezia poi va a Vienna. La fedeltà al marchese D’Avalos consente alla famiglia di ricevere il titolo di conte del Vasto. Enrico Trivelli nasce nel 1709 a Napoli, il padre Giuseppe si trasferisce lì per un breve periodo per poi tornare a Vasto. Studia prima nella nostra città poi si trasferisce sempre per motivi di studio prima a Napoli e poi a Roma. La sua vita è breve perché proprio a Roma viene condannato e ucciso ingiustamente.

L’autore Pino Coscetta nel suo romanzo, dopo essersi documentato sulla vita di Enrico Trivelli, negli archivi storici, nell’archivio di Stato di Roma, in quello diocesano, in quelli della Biblioteca Casa Rossetti di Vasto, grazie alla collaborazione di Renata D’Ardes e nell’archivio di Lino Spadaccini, evidenzia l’ambiente della Roma di Papa re Clemente XII tra il 1736 e 1737, dove il conte vastese, filo austriaco per tradizione di famiglia, da polemico fogliettante, giornalista di allora, scrive in modo sempre polemico contro gli spagnoli, contro alcuni cardinali e il Papa stesso, diventando capro espiatorio di un periodo storico fino ad arrivare al patibolo.

Lo storico vastese Luigi Marchesani commenta: “…in men di mezzo secolo la famiglia Trivelli s’innalza, grandeggia e precipita”.

 

 

Rosaria Spagnuolo

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