Da un nostro attento lettore riceviamo e pubblichiamo questo intervento relativo al Piano Spiaggia recentemente approvato dal Consiglio comunale di Vasto.
''Il piano spiaggia tanto decantato in cui si diceva che Casarza e San Nicola sarebbero rimaste alla libera fruizione è una mezza verità . Non ci saranno i punti ristoro ma gli ombreggi si, per cui scordiamoci la libera fruizione. Da notare anche quanto segue da parte dell'Arci: 'Testardi e irrispettosi del sentito comune della cittadinanza, così si sono dimostrati i consiglieri della maggioranza del comune di Vasto durante il Consiglio comunale del 31 marzo. Per la seconda volta è stato approvato il piano spiaggia, con ben tre concessioni che interessano la scogliera, senza considerare quella di Vignola della Grotta del Saraceno, uno nei pressi della Bagnante con stabilimento di talassoterapia, uno a Casarza e uno sullo spiaggione di ciotoli di San Nicola. E' vero che le consessioni di San Nicola e Casarza non avranno la possibilità di effettuare servizio di ristoro, ma di fatto si tratta di vere e proprie concessioni, con area ombrelloni assegnati, e con casottoni per la rimessa di ombrelloni e sdraio di notevoli dimensioni. Poco conta di fatto che i casotti vengono rimossi a fine stagione, e che le sedie e gli ombrelloni vengono sistemati a richiesta o ''on demand'' come ama dire l'assessore Giangiacomo. Di fatto queste aree passano a una gestione privata, e non sono più fruibili liberamente dai cittadini, così come erano abituati da sempre, e tutto cio nonostante il Ministero per i Beni culturali, attraverso la propria Direzione Regionale ha chiaramente invitato, con nota n. 1972 del 20 febbraio, il Comune a ''riconsiderare le due nuove concessioni balneari di San Nicola e Casarza in quanto l'esigenza di ''assicurare e valorizzare una quota minimale di servizio'' e contemporaneamente ''conservare e valorizzare tutte le potenzialità paesaggistiche e naturalistiche delle stesse'' potrebbero essere parimenti assicurate dalla realizzazione, già in progetto ad opera di codesta Amministrazione comunale, dei due interventi in loco previsti per la sistemazione di parcheggi di servizio attrezzate e percorsi eco compatibili di accesso al mare. In poche parole, non c'era nessun bisogno di dare concessioni, visto che i servizi minimi verranno forniti già dal comune dopo aver speso del denaro pubblico allo scopo. Nella stessa nota si intima anche di riconsiderare la concessione in prossimità del ''monumento alla bagnante'', al fine di conservare gli aspetti ambientali naturalistici propri dell'estremità nord del tratto di arenile posto in contiguità della scogliera. Alla luce di tutto ciò, noi dell'Arci presenteremo, appena avremmo avuto copia del definitivo piano spiaggia, ricorso al Ministero per i Beni ambientali e le attività Culturali, in quanto l'Amministrazione comunale non ha tenuto conto dei pareri del ministero, e si pone in chiara trasgressione della legge nazionale 1497 del 29 giugno '39 sulla tutela del paesaggio e del decreto ministeriale del 2 febbraio '70 che ha dichirato di notevole interesse pubblico la fascia costiera del Comune di Vasto. L'Arci inoltre conferma insieme al Tavolo per la difesa e la valorizzazione della costa vastese, l'invito a tutta la cittadinanza a un ''Pasquone'' di protesta, lunedì 17 aprile sulla spiaggia di San Nicola per festeggiare, ma anche per protestare e costituire il ''comitato referendario contro le concessioni sulla scogliera''. Sarà anche l'occasione per protestare contro l'avvio del primo cantiere della lottizzazione in ''contrada canale sul mare'', infatti il 10 marzo è iniziato una sbancamento a 10 metri dal mare relativo alla concessione edilizia N°81/2004 del 10 agosto '05, per la realizzazione di tre villette, le prime di circa trenta che sorgeranno dalla ''Canale'' verso ''San Nicola'', devastando uno degli angoli più belli della scogliera vastese e abruzzese. Effetti del disastroso Piano regolatore lasciatoci in dono dall'ex sindaco Giuseppe Tagliente. Ci chiediamo come sia stato possibile derogare a tale punto la Legge Galasso, visto che i 300 metri dalla costa non sono assolutamente rispettati, forse non si arriva 20 mt. Forse sarebbe opportuno che la Procura indagasse sul rilascio disinvolto dei permessi. Anche la Ccapitaneria di Porto dovrebbe controllare: alcuni accessi al mare, infatti, sembrano inclusi nel cantiere. Invitiamo tutti i cittadini a recarsi in '' contrada Canale'' a vedere dove si trova la concessione edilizia N° 81/2004 per capire a quale fine è destinata ''la Canale''. Forse c'è ancora qualche possibilità di evitare questo disastro. Se non si vuol fare fare a San Nicola la stessa fine della Canale è assolutamente indispensabile che il prossimo 20 aprile la Commissione Ambiente della Regione Abruzzo approvi immediatamente la ''Riserva naturale della Costa Teatina''.

