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RIFIUTI. PERICOLOSI E NON, IN UN NUOVO DEPOSITO A PIANA SANT'ANGELO: I DUBBI DI DUE ASSOCIAZIONI

a cura della redazione
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Un impianto di deposito, trattamento e recupero di rifiuti, pericolosi e non, nella zona industriale di Piana Sant'Angelo a San Salvo. E' questo l'ultimo 'incubo' che toglie il sonno alle assoccazioni ambientaliste e ai semplici cittadini, anche quelli del comprensorio. L'associazione civica 'Porta Nuova' di Vasto e il Movimento spontaneo 'Mani libere' di San Salvo, hanno presentato, nei giorni scorsi, alcune osservazioni al ''Progetto per la realizzazione e gestione di un impianto di deposito, trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi presso la Ditta CDC snc di Carlo Di Clemente & C'', sita nella Zona Industriale del Comune di San Salvo. L'avviso della presentazione del progetto e il cosiddetto Studio di Impatto Ambientale sono rintracciabili sul sito della Regione Abruzzo. ''Nonostante ciò, a quel che sembra, del progetto nessuno sa nulla'', commentano amareggiati i responsabili delle due associazioni. ''A cominciare dal sindaco di San Salvo Gabriele Marchese, il quale su un quotidiano abruzzese, affermava anzi trattarsi solo di un equivoco: ''E' un errore di interpretazione da parte di chi ha pubblicato l'avviso. A Piana Sant'Angelo non verrà realizzato nessun nuovo impianto di stoccaggio e smaltimento di rifiuti pericolosi''. Sta di fatto che l'avviso, e lo Studio, non sono stati né modificati, né rimossi; e che di conseguenza risulta avviata la relativa procedura per la Valutazione di Impatto Ambientale. Intuibile, dunque, la preoccupazione dei due comitati di cittadini, che così continuano nella nota diffusa alla stampa: ''Neppure dallo Studio di Impatto Ambientale, che per legge dovrebbe ampiamente descrivere il progetto, ci è stato possibile comprenderne la portata e l'entità. In tanti anni, è la prima volta che ci accade di vedere una cosa del genere''. In sintesi, le eccezioni mosse dalle due associazioni, e inoltrate anche al Ministero dell'Ambiente e all'assessorato regionale competente, sono queste: ''Un progetto per il trattamento di rifiuti pericolosi a poca distanza dal centro abitato; su di esso, le dichiarazioni rassicuranti del sindaco, smentite dal sito della Regione; il documento che dovrebbe descriverlo al pubblico ai limiti del credibile per la reticenza e la vaghezza; infine, il silenzio totale delle forze politiche locali''. In conclusione gli ambientalisti aggiungono: ''Da quanti hanno un ruolo pubblico in questa vicenda, a cominciare dal sindaco Marchese, ci attendiamo una ricostruzione della vicenda e un chiarimento della propria posizione''. Ora la parola passa agli amministratori e politici della città e dell'intero comprensorio. Nella foto il presidente dell'associazione civica 'Porta Nuova' di Vasto Michele Celenza
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