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Tribunali a rischio da salvare, ribadite le richieste

Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona le sedi giudiziarie in bilico. Le sottolineatura del presidente del Consiglio regionale abruzzese Lorenzo Sospiri

redazione
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“La geografia giudiziaria istituita in Abruzzo nel 2012 con la soppressione di molti Tribunali (Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona con accorpamenti previsti a Chieti e L'Aquila, ndr.) ha lasciato la nostra regione scoperta in vaste aree, zone in cui vanno invece ripristinati con urgenza degli autentici presidi di giustizia e legalità. La Regione è pronta a fare la propria parte, sostenendo i costi di manutenzione degli edifici, al Governo chiediamo l’opportuna sensibilità nei confronti di un territorio impegnato in un importante processo di crescita”. 

Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo Lorenzo Sospiri nel corso dell’Audizione avvenuta da parte della seconda Commissione del Senato che ha convocato le Audizioni sui disegni di legge in materia di geografia giudiziaria e, in particolare, sul disegno di legge numero 188 del Consiglio regionale dell’Abruzzo ‘Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012 numero 155 che ha statuito la nuova organizzazione dei Tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, operando tagli pesanti sul territorio abruzzese.

“La proposta presentata dalla Regione Abruzzo incide in maniera forte sul decreto legislativo del 2012 con il quale il Governo ha dato attuazione alla delega conferitagli dalla legge 148 del 2011 per la revisione della geografia giudiziaria – ha rimarcato Sospiri nel suo intervento -. La predetta riforma giudiziaria, all’esito della quale numerosi uffici giudiziaria sono stati soppressi, ha lasciato una vastissima zona della Regione Abruzzo, proprio al confine con il Lazio e il Molise, totalmente sfornita dei servizi giudiziari, avendo concentrato l’amministrazione della giustizia nell’arco nord-est, costituito dai Tribunali de L’Aquila, di Teramo, di Pescara e di Chieti. Tale squilibrata localizzazione dei presidi giudiziari renderà estremamente difficoltoso e costoso il servizio giustizia per centinaia di migliaia di cittadini abruzzesi, residenti in una regione caratterizzata in prevalenza da un territorio montuoso e collinare, da una rete autostradale problematica, sia sotto l’aspetto della sicurezza dei viadotti e delle gallerie sia sotto il profilo economico, in quanto tra le più costose in Italia, oltre che da una rete ferroviaria carente e ottocentesca. 

Pertanto – ha proseguito – il disegno di legge numero 188 presentato dal Consiglio regionale dell’Abruzzo alle Camere, in attesa di una più ampia e generale riforma della geografia giudiziaria, da attuare nel rispetto del principio del massimo decentramento previsto nell’articolo 5 della nostra Costituzione e del principio di prossimità di cui all’articolo 10 del Trattato dell’Unione europea, intende consentire il ripristino delle funzioni giudiziarie dei tribunali soppressi dallo stesso decreto legislativo su richiesta delle Regioni interessate e nell’ambito di convenzioni da stipulare con il Ministero della Giustizia, ponendo interamente a carico dei bilanci della Regione richiedente, o dagli enti locali previa intesa con la Regione interessata, le spese di gestione e di manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di custodia e di vigilanza delle strutture, con esclusione di quelle relative alla retribuzione dei magistrati, del personale amministrativo e del personale di polizia giudiziaria che rimangono a carico dello Stato. 

Dunque la proposta di legge del Consiglio della Regione Abruzzo – ha concluso il presidente Sospiri – dispone che il Ministro della Giustizia modifichi le tabelle in vigore inserendovi i Tribunali subprovinciali che verranno ripristinati ridefinendo i relativi circondari e che provveda anche alla riformulazione o alla riapertura delle piante organiche dei tribunali ripristinati e alla loro copertura”.

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