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Infermieri, ci sono anche gli "Eroi invisibili e dimenticati"

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Pochi, con scarse retribuzioni e con il contratto scaduto da 14 anni. 

Questi sono gli “Eroi invisibili e dimenticati" che ogni giorno si prendono cura di miglia e migliaia di utenti fragili, anziani e con diversità in tutte le Strutture socio sanitarie-Riabilitative-Psichiatriche-Geriatriche-RSA del nostro paese Italia, celebrati ma mai valorizzati. 

Queste le condizioni degli infermieri e delle infermiere del settore dei centri di riabilitazione e strutture socio sanitarie - RSA nel nostro paese che hanno retribuzioni diversificate, non ricevono nessuna indennità professionale o indennità covid e soprattutto hanno minori diritti rispetto ai colleghi del pubblico e dalla sanità ospedaliera privata convenzionata e devono fare i conti ogni giorno con un esodo del personale infermieristico verso la sanità pubblica. 

È questo un po' il quadro in cui ogni giorno si trovano a fare i conti le migliaia di infermieri delle strutture socio sanitarie, RSA, Centri Psichiatrici, case di cura con reparti di riabilitazione, centri diurni, ambulatori di riabilitazione ex art.26, etc. per loro il 12 maggio è una Giornata triste perché, pur avendo lottato contro la pandemia rimangono “Eroi invisibili e dimenticati” in primis dagli stessi imprenditori di ARIS e AIOP e soprattutto dalla politica regionale e nazionale.

Loro che durante la pandemia sono stati applauditi per lo sforzo e l’abnegazione dimostrata nella lotta al Covid, loro che non hanno percepito un centesimo di indennità, loro che hanno il contratto scaduto da oltre 14, nel giorno della Giornata Nazionale degli Infermieri rimarranno invisibili. Per loro nessuna passarella al Quirinale o in Prefettura. Allora chiedo ai politici nazionali della nostra Regione, ma anche ai consiglieri regionali d’Abruzzo, di prendersi cura di chi ci cura e ogni giorno si prendono cura delle persone fragili, sole, diversamente abili, dei nostri nonni, allora, intervengano con i presidenti regionale e nazionale di ARIS e AIOP per sostenere l’apertura del confronto ma soprattutto c’è la necessità di dare risposte alle miglia e migliaia di lavoratori delle strutture socio sanitarie RSA a vedersi riconoscere dopo 14 anni un nuovo contratto a passo con i tempi e soprattutto chiedo un loro impegno verso il Ministro della Salute che si possa aprire l’atteso tavolo di confronto sul nuovo contratto scaduto da oltre 14 anni. 

Daniele Leone Coordinatore Regionale FP CGIL sanità privata convenzionata Abruzzo- Molise

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