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Le risposte della Regione non arrivano, avanti con cassa integrazione e poi esuberi

Vertenza 'San Francesco', lavoratori a rischio. Il punto della situazione e le proposte della Cgil

redazione
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Vertenza San Francesco: si è svolto, in data 12 gennaio l’incontro sindacale con il rappresentate della Fondazione Mileno Onlus di Vasto Marina, il direttore amministrativo Francesco Nardizzi, il quale ha segnalato a inizio riunione come la struttura sia ancora in attesa di risposte sulle proposte formulate nell’incontro del 17 dicembre presso l’assessorato regionale alla Sanità a Pescara, in presenza dell'assessore Verì, del dottor D’Amario e dei rappresentanti della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Stroppa e Antonucci.

A parlarne, in una nota, sono il segretario provinciale e i delegati aziendali della Cgil.

"Ad oggi - si legge in una nota diramata dai rappresentanti del sindacato -, vista l’assenza di risposte positive l’amministrazione ha deciso di intraprendere la strada della cassa integrazione e successivamente degli esuberi a partire dal mese di febbraio. Come Fp Cgil abbiamo ribadito la necessità di rimuovere la pregiudiziale della cassa integrazione e degli esuberi e l’importanza di lavorare uniti e di far fronte comune per raggiungere gli obbiettivi attesi e sperati iniziando a lavorare con la Asl, l’assessorato alla Sanità e con il Dipartimento Sanità Regionale sulla nuova ipotesi da mettere in campo, cioè una “nuova riconversione” che dovrà mantenere gli stessi livelli occupazionali.

Abbiamo anche posto una serie di considerazioni sugli effetti della pandemia, che ha in parte provocato una contrazione delle prestazioni riabilitative extraregionali e ha messo in evidenza la necessità di realizzare un rapido aggiornamento della riabilitazione, rispetto a come noi l’abbiamo finora vista. Oggi vi è la necessità di dare risposte ai nuovi bisogni emergenti e l’uso della tecnologia, della telemedicina, della formazione, che non solo rispondono in modo adeguato a questi problemi, come per esempio il distanziamento fisico, consentono l’accesso ad interventi riabilitativi ad una vasta platea di utenti che a causa del Covid e di altri fattori non possono raggiungere il luogo di cure.

Tutti elementi che insieme al lockdown e alle ondate pandemiche, hanno contribuito in modo determinante alla contrazione delle prestazioni extraregionali.
Abbiamo inoltre ribadito come, ormai da anni la riabilitazione regionale sta registrando una crescita elevata della spesa sulle prestazioni, cosiddetta “mobilità Passiva”, verso altre Regioni, un fenomeno che è necessario arrestare attraverso una programmazione di nuovi setting. Nel report abbiamo suggerito di partire dall’ipotesi di lavoro avanzata nell’incontro del 17 dicembre dal dottor D’Amario, dall’assessore Veri e dalla Asl con il dottor Stroppa e la dott.ssa Antonucci. L’ipotesi consiste in questo: da una parte attendere dal Ministero i nuovi indicatori per la determinazione del valore delle rette ferme al 2004, e dall’altra la necessità, rimarcata più volte, di lavorare partendo dall’esigenza di dare risposte ai bisogni oggi conosciuti nel territorio ma soprattutto ai nuovi bisogni emergenti, in modo particolare a quelli post pandemia.

E’ stato anche suggerito nell’incontro del 17 dicembre di rafforzare sul territorio alcuni servizi, come quelli ambulatoriali, che vanno dalla cura dell’Autismo alla cura delle patologie di DSA, agli ambulatori diurni per gli utenti affetti da patologie psichiatriche. Inoltre è stato anche suggerito di aumentare i ricoveri semi
interni ex art. 26.

Come Fp Cgil abbiamo chiesto alla proprietà un forte impegno per far ripartire in tempi strettissimi il centro dell’Azzurra, far conoscere l’articolazione della proposta di voler spostare i posti di Rsa Disabili, ma soprattutto abbiamo ricordato di lavorare provando a coinvolgere da subito tutti i consiglieri regionali locali, i Senatori del territorio, l’amministrazione comunale, l’Asl, l’assessore alla Sanità, etc. per richiedere nuovi setting assistenziali. Infatti, se prendiamo come base di discussione la popolazione della Regione Abruzzo e la relativa frazione con età superiore a 65 anni, e analizziamo gli studi e i rapporti sulla salute e l’invecchiamento attivo, contestualizzando tali parametri alle informazioni sulla popolazione, si stima a nostro giudizio un valore di fabbisogno di posti letto autorizzabili e accreditabili, in linea al valore di riferimento indicato dal Tavolo Tecnico Ministeriale, a fronte di una offerta attuale inferiore. Ne consegue che, sulla base delle analisi che abbiamo segnalato nel Report e inviato alla proprietà, stimiamo un nuovo fabbisogno autorizzabile ed accreditabile rispetto all’attuale offerta. Alcune delle proposte sono fattibili in pochi mesi, altre richiedono sicuramente più tempo. Proprio per questo ci sembra logico cercare di lavorare uniti con umiltà e rispetto delle persone e dei propri ruoli. Noi, come delgati sindacali, lavoriamo per preservare non solo i livelli occupazionali ma soprattutto la struttura, bene del territorio e della collettivita. 

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