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Sergio Santoro a Dubai

Appunti di un viaggio straordinario che racconterà con diretta su Facebook e Instagram lunedì 6 dicembre alle ore 19

| di Redazione
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Sono stato a Dubai”, racconta Sergio Santoro, “ un viaggio che non avrei mai immaginato di fare, non era nei miei progetti, comunque ci sono stato perché fare ciò che non vorresti fare a volte è un’ottima strada per capire meglio i tuoi limiti e superarli.

Il viaggio è la metafora della vita che scorre, della nostra formazione ed ancora più della nostra trasformazione. Il viaggio è andare incontro all’ignoto, alla sorpresa, alla meraviglia del diverso, di altro e di altri, questo è lo spirito con cui sono partito.

L’ho fatto con un gruppo di 15 amici straordinari che sono in cammino con me in un percorso di crescita personale e professionale: Mastermind con Daniele Di Benedetti esperto in PNL e Coaching ad alte prestazioni, comunicatore ed imprenditore di successo.

Perché DUBAI? Perché è una città moderna in grandissima espansione, una città del futuro, ricca di opportunità, piena di gente che si inventa il proprio futuro che lotta per realizzare dei sogni. Una città del “tutto di tutto” (dove il “superfluo” è spesso normalità) e del “niente di niente” (nata sulla sabbia del deserto, un deserto dove la parola d’ordine è la “privazione” che guarda all’essenziale).

Questo viaggio aveva due obiettivi: sperimentare il lusso a volte imbarazzante del superfluo e la sfida del sperimentare l’essenziale della vita nel deserto.
Cinque giorni nella città moderna e tre giorni nel deserto più grande del mondo con il grande Max Calderan: UNA BELLA SFIDA.

Cosa mi sono portato a casa?

Dall’esperienza di Dubai dove ho dormito al 26 piano di un albergo extralusso, ho guidato macchine da sogno nel traffico della città, navigato un giorno intero su uno Yatch di 48 metri, sfrecciato su moto d’acqua e quad, frequentato ristoranti e luoghi esclusivi…

Mi porto a casa l’adrenalina di esperienze indimenticabili, gli sguardi di chi ci vedeva vivere un modello di vita considerato per i più irraggiungibile, sapori e servizi fuori dal comune, ma anche il disagio di chi non è abituato a simili privilegi, di chi non li ha mai cercati e neanche sognati.
Mi porto a casa la consapevolezza che qualsiasi cosa va provata prima di decidere se fa per te o meno, se è cosa buona o meno. Mi porto a casa la certezza che molti luoghi comuni sui paesi arabi, la condizione delle donne, il benessere e la ricchezza acquistano luce diversa quando li vivi.

Finita l’esperienza nella città ci siamo trasferiti nel deserto, 300 chilometri più in là, lontani da qualsiasi forma di superfluo e modernità. Senza cellulare, con la luce disponibile solo in orari stabiliti, su 4 letti ogni sei persone, mangiando una volta al giorno di sera e camminando per gran parte della giornata (e della nottata).

3 giorni in tenda: calda di giorno, fredda di notte…

Il deserto è molto più vivo di ciò che possiamo immaginare, specialmente di notte: cespugli e piante aggrappate alla vita che resistono mesi e mesi senza acqua, di serpenti, scorpioni, gazzelle, lucertole, scarafaggi strani uccelli… Insomma eravamo in buona compagnia.

Cosa mi sono portato a casa del deserto?

Molte domande e qualche certezza.

La prima domanda è: chi sei veramente quando non hai più niente?

La mia risposta è: sono un esploratore irrequieto dell’animo umano, un insegnante e un Coach che aiuta le persone a dare il meglio di sé.

Provate a dare la vostra risposta e scrivetela da qualche parte.

Un’altra domanda interessante è: che peso ha nella tua vita il silenzio?

Il silenzio è un foglio bianco da scrivere, da disegnare, un punto di partenza e qualche volta un punto di arrivo, nel silenzio sei solo con te stesso: può essere un grande amico se ti conosci e ti ami, un ostinato nemico se il suo rumore è più forte di quello di ogni giorno.

Qualche certezza ho detto, una è questa: la motivazione più grande è la conseguenza dell’istinto di sopravvivenza.
Mi spiego meglio: se ti poni un obiettivo ed hai solo due scelte raggiungerlo o morire, farai di tutto, darai il meglio di te per realizzarlo, questo è l’atteggiamento giusto per affrontare i problemi e risolverli.

La seconda certezza ce l’ha suggerita Max Calderan, nelle serate intorno al fuoco: la chiave per la libertà più che la ricchezza è la “privazione”, quando riesci a fare a meno di tutto, hai una forza ineguagliabile”.

Sergio Santoro lunedì 6 dicembre alle ore 19:00 farà una diretta su Facebook e Instagram per raccontare altri particolari su questa straordinaria esperienza e rispondere alle domande e alle curiosità di chi vorrà seguirla.”

Redazione

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