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Semaforo a Vasto Marina, polemiche sempre vive

I multati sono in azione: raccolte firme, ricorsi, class action e anche un gruppo su Facebook

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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Agli automobilisti multati, tantissimi, si sono unite le associazioni di categoria, a causa del “famoso semaforo sulla Statale 16 T-red”, sistema di semafori intelligenti che rilevano automaticamente le violazioni delle auto che passano col rosso, che purtroppo continua a produrre valanghe di multe incluse le decurtazioni sulla patente. Inoltre, se l’infrazione viene fatta 2 volte dalla stessa persona si rischia la sospensione della patente. Tra i multati molti sono di Vasto, ma anche del territorio vastese e moltissimi i turisti.

Luigi Marcello, sottolinea invece che il semaforo è a norma. “Il tratto di Statale 16 è percorsa ogni giorno in estate da circa 16mila-18-mila veicoli con circa una trentina di sanzioni ogni giorno. Abbiamo anche aumentato i secondi tra il passaggio del giallo e del rosso, portandoli da tre a quattro” conclude Marcello.

Il T-Red di norma entra in funzione quando la lanterna semaforica proietta la luce rossa (e solo in quel caso) e il sistema rivela i tre passaggi vietati con il rosso:

- il passaggio del veicolo che non rispetta il rosso (viene contestato il comma 3 dell’articolo 146 del codice della strada, la sanzione è la più pesante e vengono decurtati 6 punti patente);

- il superamento della linea di arresto e il mancato rispetto della segnaletica orizzontale (in questo caso viene contestato il comma 2 dell’art. 146, la sanzione è più leggera e vengono decurtati 2 punti dalla patente); 

- se il veicolo si trova sulla corsia di indirizzamento, che è segnaletica orizzontale vincolante, e non la rispetta cambiando corsia. In questo caso la multa è di 41 euro (se pagata in forma ridotta) e arriva la decurtazione di 2 punti dalla patente.

C’è chi si sta organizzando per raccogliere le firme e fare una querela tutti insieme. Chi ha formato un gruppo su facebook “Quelli multati per il semaforo rosso a Vasto Marina”, che ha ora 500 membri, c’è chi propone un ricorso individuale, un ricorso al giudice di pace che se presentato insieme porta un abbattimento dei costi, e chi anche una Class Action, una azione collettiva, secondo una nuova legge di Maggio 2021 , che si potrebbe mettere in atto se fossero tanti a richiederla, chi nel frattempo, dopo aver ricevuto più di una multa cerca strade alternative per evitare il semaforo.

Riccardo Alinovi su Facebook informa che l’Associazione Codici, invita tutti i cittadini Vastesi che sono stati multati con il semaforo a Vasto Marina, a rivolgersi all’ Associazione Codici. “Ci impegneremo affinché venga fatta giustizia a favore dei cittadini, invitiamo il sindaco Menna a sospendere il semaforo delle multe. Questo semaforo non è conforme, va rimosso, o revisionato, invitiamo il prefetto e la procura di Vasto a indagare se è tutto regolare è conforme al codice della strada. Noi riteniamo che tre secondi da quando scatta l’arancione non siano sufficiente, ci sono circa 3.000 persone multate in pochi mesi, questo problema sta mettendo in difficoltà migliaia di famiglie vastesi multate e con la decurtazione di 6 punti sulla patente , vi ricordo che la nostra associazione darà l’assistenza legale gratuita a chiunque ,per informazioni potete contattarmi al 3387988935”.

Vasto non è l’unica città con questo problema, ci sono in atto varie class action delle associazioni dei consumatori contro i semafori T-Red, anche in altre città italiane. A oggi però l’unico compromesso di cui si è discusso per cercare di mitigare l’effetto “strage” dei TRed , che finiscono per multare nella stragrande maggioranza dei casi infrazioni come il superamento della linea di stop o il cambio di corsia , è il contasecondi, con l’auspicio che l’installazione del countdown aiuti a sanzionare solo le infrazioni più gravi. I consigli per evitare ulteriori multe? Il Sole 24 ore l’anno scorso ha pubblicato alcune indicazioni: “L’ideale è frenare appena si vede che il semaforo è giallo. Tanto più che i tempi di accensione di questa luce (fra i tre e i quattro secondi) sono sufficienti a fermarsi prima della striscia di arresto, evitando qualsiasi infrazione. Ma ci sono situazioni in cui, per distrazione, volontà o altri motivi (tra cui anche la scarsa visibilità, a volte basta un albero non potato per occultare il semaforo) ci si trova a passare col rosso. In queste circostanze, non tutto è perduto. Quantomeno, si possono limitare i danni. Fermarsi oltre la striscia di arresto resta comunque una “via d’uscita” preferibile rispetto ad altre. Infatti, impedisce alle apparecchiature automatiche di controllo di accertare l’infrazione di passaggio col rosso, per la quale è necessario che esistano almeno due fotogrammi: uno che ritrae il veicolo mentre è a cavallo della striscia e la luce semaforica accesa è quella rossa e un altro che lo mostra quando si trova all’incirca al centro dell’incrocio. Dunque, chi si ferma prima di quest’area non avrà questo secondo fotogramma a suo carico. Per questo motivo, anche chi è costretto a passare col rosso per dare strada a un mezzo in emergenza riuscirà a evitare una multa per essere passato col rosso che poi lo costringerà a presentare un ricorso, nella speranza poi che nei fotogrammi che documentano l’infrazione si veda anche il veicolo a sirene spiegate.”

 

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