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MOSTRA SUI FRATELLI PALIZZI A PALAZZO D'AVALOS, OPERE DA VEDERE E DA... ASCOLTARE

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I dipinti dei fratelli Palizzi sono ''quadri cinematografici'', nei quali a parlare non sono solo le immagini, ma anche i suoni e i rumori. Si tratta, dunque, di opere destinate pure ai non vedenti. E' la scoperta fatta dalla dott.ssa Giovanna Di Matteo, storico dell'arte e funzionario del Vastese per la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico dell'Aquila, che ha curato, con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Vasto, la riapertura della Pinacoteca Palizzi a Palazzo d'Avalos, dove dal 20 marzo sono esposte circa 150 opere di Filippo, Giuseppe, Nicola e Francesco Paolo Palizzi. Si tratta dei dipinti che Filippo, il custode delle memorie familiari, più amava e che, alla fine, sono tornati a casa: a Vasto. ''Il tempo non ha reso giustizia - spiega la Di Matteo - agli sforzi dei quattro fratelli vastesi nel farsi memoria di un'epoca e di un pensiero innovatore. A Filippo (1818-1899) è stata attaccata, ad esempio, l'etichetta dell'''animalista'', ma egli è stato molto di più: nei suoi quadri ci sono il calore del sole, i rumori della natura, i pensieri dell'uomo. Filippo ha fissato non solo il ''movimento'' degli oggetti, ma anche della psiche umana. Ecco perché si è pensato di sperimentare sui quadri dei Palizzi una guida per non vedenti. Alle immagini sono stati restituiti i relativi rumori, consentendo così a chi non vede di leggere quei quadri e l'operazione è perfettamente riuscita''. Per ora, la ''traduzione'' per non vedenti è stata compiuta su un quadro di Filippo ('I due pastorelli') e su uno di Nicola ('Animali al pascolo a Cuma'), ma si spera di poterla presto estendere tutte le opere in mostra a Palazzo d'Avalos.
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