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IL VESCOVO FORTE PROPONE SETTE LUCI PER IL CAMMINO SPIRITUALE VERSO LA PASQUA

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E' stato stimolo alla riflessione per tutta la Quaresima 2008. Lo sarà ancora di più nei prossimi tre giorni del Triduo Sacro, che ci porterà alla Pasqua di Resurrezione. Parliamo del Messaggio che l'Arcivescovo Forte ha inviato all'intera Diocesi di Chieti-Vasto e che è stato incentrato sul tema delle ''Luci'' lungo il cammino esistenziale, sette luci, per la precisione, come una ''menorah'' (il candelabro a sette braccia) che deve ardere nella notte del cuore e nella notte del tempo. Innanzitutto la luce della preghiera, che diventa la fiamma centrale, da cui tutte le altre devono attingere (''Dedicare ogni giorno, fedelmente, un tempo per Dio, portare a Lui tutto ciò che siamo e facciamo''); poi la luce dei giovani, che sono la prima delle priorità indicate dal Sinodo Diocesano (''Occorre mostrare credibilmente ai giovani la bellezza di Cristo, la gioia di cui Lui sa riempire come nessun altro la nostra vita''); in terzo luogo la luce della famiglia (''Per raggiungere i giovani e accompagnarli nel cammino di maturazione... occorre coinvolgere pienamente le famiglie, non solo come destinatarie, ma anche come soggetto di pastorale). La quarta luce, indicata dal Vescovo, è l'impegno della evangelizzazione, che appare nella società d'oggi come la sfida più importante e urgente (''Occorre un nuovo slancio nel primo annuncio, nella catechesi per tutte le età, nella proposta del Vangelo ai cercatori di Dio''). Quinta luce è il dialogo, che è la condizione per creare ponti di amicizia e accendere nei cuori le domande vere. Sesta luce è la carità, perché ''tutto ciò che la nostra Chiesa fa deve essere motivato dall'amore''. Su tale punto il Vescovo scrive parole intense di lode ai fedeli, ai sacerdoti e ai religiosi di tutta la Diocesi: ''La generosità della nostra gente verso l'azione missionaria è toccante, mentre l'opera di tanti missionari partiti dalle nostre comunità ci è di esempio e di stimolo''. Come sono di stimolo le numerose opere della Caritas Diocesana, tra cui le case di accoglienza per i parenti dei degenti in ospedale, la casa per i Detenuti in uscita e per i loro parenti a Vasto, le mense quotidianamente operanti sul territorio. L'ultima luce della ''menorah'' quaresimale è quella del digiuno, ''antidoto salutare al consumismo oggi così invasivo'', ma anche impegno di purificazione interiore, che va vissuto come speranza rinnovata e attesa del Signore Risorto. Il Vescovo conclude con l'augurio che il cammino quaresimale ci porti ''una Pasqua ricca di luce e di frutti spirituali''.
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