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TAGLI ALLA SANITA' E RUOLO DEI RELIGIOSI, LA RIFLESSIONE

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Da Daniele Leone, infermiere dell'istituto ''San Francesco'' di Vasto Marina, riceviamo e pubblichiamo: ''Ciò che farete all'ultimo dei miei figli l'avrete fatto a me''. Sono parole che descrivono bene il perché della presenza religiosa nelle strutture sanitarie. Presenza discreta vicino agli ammalati, alle persone sofferenti, ai diversamente abili, persone che hanno l'aspetto di ''operai umili'', che diffondono la buona novella, lungo il cammino della loro missione. Nel pianeta sanitario il ruolo dei religiosi è missione umana ed umanizzante, che pone al centro del percorso di cura, non il malato ma l'uomo. Ancora oggi, a distanza di secoli questi principi fondamentali riecheggiano nei cuori di noi operatori sanitari, ma soprattutto sono diventati ''linee guida'' nei processi di assistenza e cura. Purtroppo nel corso degli ultimi anni, qualcosa sta modificando il corpo, l'anima e le fondamenta della missione religiosa nelle strutture sanitarie, infatti la riforma sanitaria, la carenza cronica di risorse e la conseguente riduzione delle spese stanno penalizzando non solo i piccoli ospedali pubblici ma soprattutto la sanità religiosa, non-profit, creando ansia e preoccupazione sul futuro e su quello dei loro dipendenti. Da diversi mesi l'argomento principale dei mass-media è la crisi della sanità e quasi sempre il discorso verte esclusivamente sui tagli al bilancio e ai posti letto, che colpiscono in particolar modo le strutture non-profit come il ''San Francesco'' di Vasto Marina. In questo scenario di crisi, in una situazione di risorse limitate, è encomiabile lo sforzo che la struttura, attraverso i suoi amministratori e con il valido aiuto dei collaboratori laici compie lottando quotidianamente per continuare a garantire una qualificata assistenza agli utenti e per sopravvivere nell'ambito della sanità regionale con la propria missione e con il proprio ''Credo'' sul quale essa si fonda. Siamo coscienti che per il mantenimento ed il funzionamento della struttura sono necessarie adeguate risorse finanziarie, soprattutto di fronte agli inarrestabili progressi che avvengono sia nel campo clinico che in quello tecnologico, e che comportano una sempre più crescente esigenza di ampliamento e ammodernamento della struttura, un continuo adeguamento tecnologico, l'assunzione e la formazione continua del personale, eccetera, ma - ahimé - tutto ciò oggi non può trovare un'adeguata risposta, soprattutto per la mancanza delle risorse finanziarie, per i tagli e la difficoltà di che si incontrano nell'ampliamento e apertura di nuovi servizi. Allora diventa impellente che la politica riconosca che i tagli non possono essere l'unica via percorribile ma è possibile una nuova strategia, avviare una collaborazione pubblico-privato, con l'obiettivo del contenimento della spesa sanitaria, riducendo gli sprechi, tagliando i servizi doppioni e garantendo una Sanità di qualità. Nuove strategie manageriali si possono attuare nel settore della sanità: il project financing, l'esternalizzazione dei servizi, la gestione mista di reparti e servizi, eccetera, sono nuove forme di collaborazione che già si stanno sviluppando fra pubblico e privato in alcune regioni del nostro paese, resesi necessarie per contenere la spesa e garantire l'occupazione, ma soprattutto per continuare a garantire ai malati, assistenza e cure adeguate sul loro territorio. Io ho scelto di fare l'infermiere perché credo che la mia professione sia una missione, così come il cirineo aiutò a portare la croce a Gesù lungo la strada del calvario, noi aiutiamo il sofferente lungo la strada della malattia, che lo porta alla guarigione. Cosi deve essere anche per i politici e gli amministratori, la loro è una missione, che parla ai bisogni della gente ai loro valori etici e morali. Si può provare a costruire un nuovo modello, una nuova rete assistenziale sul nostro territorio, in modo da poter garantire ai cittadini le stesse opportunità, riducendo i costi, e migliorando l'offerta ma soprattutto continuando a garantire al territorio la presenza religiosa.
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