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"La politica riconosca il nostro ruolo fondamentale nelle cure e assistenza ai pazienti"

Lettera-appello di Daniele Leone (Cgil Fp Sanità Privata Abruzzo e Molise)

| di riceviamo e pubblichiamo
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Era il 21 febbraio 2020 quando, a Codogno, si segnalarono i primi casi di Covid-19. Ricordare quella data è importante anche per ricordare il lavoro degli operatori sanitari nella storia dell’epidemia dal coronavirus Sars-Cov-2 nel nostro paese, in una fase in cui si avevano poche conoscenze nella lotta al virus.

Da quella data noi infermieri e operatori sanitari, oss, fisioterapisti, educatori, tecnici, ausiliari, addetti alle pulizie, etc. abbiamo affrontato il Covid quando ancora non conoscevamo bene i meccanismi di trasmissione e di contagio o quali fossero le complicanze che ne potevano derivare, ma una cosa era ben chiara a tutti noi, stavamo mettendo a rischio la nostra salute e quella delle nostre famiglie.

Non ci siamo tirati indietro di un millimetro, abbiamo intuito che il paese aveva bisogno di noi, che i cittadini avevano bisogno di noi e che eravamo in guerra ed era il nostro momento, il momento di fare ciò che sappiamo fare meglio: assistere, curare, prenderci cura dei malati. Tutti noi operatori sia del pubblico, che delle strutture convenzionate, delle strutture socio sanitarie, delle RSA, case di riposo, fino ad arrivare ai colleghi dei centri di riabilitazione, delle CSSA, RA, etc. abbiamo accolto pazienti positivi, gestito cluster, quando non sapevamo ancora come tutelare noi stessi e che tipo di DPI usare quando non c’erano ancora terapie efficaci e nessuno sapeva come curare un paziente covid. Ricordo ancora quando con la mia collega nel pomeriggio abbiamo organizzato una zona del reparto per isolare i casi sospetti. Abbiamo dovuto modificare l’organizzazione del reparto, trasformandola in pochi giorni in un’area pronta ad ospitare i pazienti con sintomi sospetti per far fronte a tutte le inconvenienze. Posso dire senza paura di essere smentito che tutto il personale sanitario e socio sanitario in tutte le strutture della nostra Regione Abruzzo si è rimboccato le maniche dando il meglio di sé nella gestione della pandemia. I colleghi del pubblico si sono immediatamente rimboccati le maniche accogliendo i primi positivi, non hanno mai mollato. Nessuno di noi sapeva come bisognava delimitare le famose zone rosse dalle zone pulite, etc. Tutti gli operatori sanitari e socio sanitari hanno lavorato sacrificando le ferie, i riposi e svolgendo doppi turni, abbiamo lavorato con camici, copricapo, guanti, mascherine, visiere, aiutandoci l’un l’altro, controllandoci a vicenda per vedere se fosse fatto tutto bene. Alla Fine dei nostri turni ci siamo isolati nelle nostre abitazioni per non mettere in pericolo, i nostri cari.

Ricordo, parlavo con i miei figli e con mia moglie con la porta chiusa che ci divideva. Abbiamo lottato una guerra contro un nemico invisibile con tutte le difficoltà del caso, ma non abbiamo arretrato di un millimetro e nessuno di noi si è mai arreso. Abbiamo dato e continuiamo a dare il meglio di noi continuiamo a prenderci cura dei malati, sostituendoci alle famiglie, che non possono fare le visite ai loro cari ricoverati. Per loro facciamo le videochiamate, ci improvvisiamo barbieri e parrucchieri, diventando per loro un punto di rifermento e di sollievo. In quei mesi eravamo affamati di sapere e nei momenti di riposo cercavamo nella rete nuovi corsi di formazione ad apprendere costantemente l’uso dei DPI, le nuove metodologie e nuovi protocolli sul covid. Ora siamo ad un anno della pandemia siamo sempre in prima linea e con la terza ondata iniziamo ad avvertire un po' di stanchezza ma siamo ancora nei nostri reparti e nelle nostre strutture a combattere contro le temibili varianti del covid. Ci siamo vaccinati tutti ma continuiamo a indossare tutti i DPI. Ora mi rivolgo a Voi Presidente Marsilio, Assessore alla Sanita Verì, ai consiglieri Regionali di maggioranza e opposizione del Vastese, agli On. Deputati e Senatori di Vasto e chiedo se dopo questo anno non sia giunto il momento che la politica riconosca il nostro contributo il nostro ruolo fondamentale nelle cure e assistenza ai pazienti.

Per questo vi chiedo di intervenire per riconoscere anche ai lavoratori e alle lavoratrici della Fondazione Padre Alberto Mileno di Vasto, del San Vitale, del San Pio, e di tutte le strutture socio sanitarie del Vastese e della nostra Regione Abruzzo il Bonus Covid. Vi chiedo di intervenire con il Presidente di ARIS e AIOP d’Abruzzo affinché possiate convincerli ad applicare il contratto sottoscritto il 10 ottobre ai lavoratori di Villa Pini, Spatocco, Villa Serena e di tutte le cliniche d’Abruzzo, ma soprattutto perché rimuovano i vincoli del rinnovo contrattuale per le strutture San Francesco, Santa Caterina, Paolo VI, Don Orione scaduto da oltre un decennio.

Non è possibile che un infermiere, un oss, un fisioterapista, un ausiliario specializzato, un educatore, un logopedista tecnico di radiologia, etc, assunto dopo il 1° gennaio del 2013 possa guadagnare in media 1.200 euro al mese. Non è possibile che il personale delle strutture socio sanitarie che hanno gestito i cluster non ricevano un euro di indennità di rischio professionale e non abbiano ricevuto un euro di Bonus Covid dalla Regione. Siamo stati osannati come eroi, abbiamo sostituito Superman, siamo stati degni di riconoscenza e riconoscimenti. La nostra immagine è diventata quella del viso segnato dalla mascherina e con gli occhi stanchi. Già prima della pandemia eravamo in numero insufficiente rispetto al fabbisogno reale ma in questa pandemia siamo stati sottoposti a turni pesanti, straordinari e ferie sospese per mancanza di personale, non oso spiegarvi nel dettaglio quale possa essere la situazione attuale. Con l’arrivo del Coronavirus, i problemi sono solo aumentati e in questi mesi stiamo assistendo ad un esodo biblico di infermieri e oss verso il pubblico. Ma nonostante ciò chi è rimasto ha continuato a garantire sempre la propria professionalità e competenza. Perché noi siamo professionisti della salute. Ora ci auguriamo che tutta la politica intervenga per far applicare il contratto sottoscritto il 10 ottobre e avviare le trattative per il contratto delle strutture socio sanitarie e far riconoscere il bonus covid e l’indennità professionale. Siamo stanchi di aspettare altro tempo.

Vogliamo che ci venga riconosciuto il giusto, che ci venga riconosciuta la nostra professione il nostro ruolo il nostro essere professionisti e operatori in tutte le strutture sanitarie e socio sanitarie.

Daniele Leone Coordinatore Regionale Cgil Fp Sanità privata convenzionata Abruzzo e Molise

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