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Patenti 'facili' ai cinesi in cambio di soldi, l'inchiesta tocca anche Vasto

L'operazione 'Via della Seta' coordinata dalla Procura di Torino. Arrestate nove persone, oltre cento gli indagati

| Categoria: Attualità
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E' stata denominata "Via della Seta" l'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, che ha permesso di smantellare due organizzazioni criminali che avevano lo scopo di consentire a cittadini cinesi che non conoscevano la lingua italiana né tantomeno le norme del Codice della Strada, di conseguire la patente di guida.

Dietro il versamento di ingenti somme di denaro, le organizzazioni, composte da persone di nazionalità cinese, erano in grado di garantire il conseguimento delle patenti a loro connazionali che, conoscendo poco o per nulla la lingua italiana, avrebbero avuto difficoltà insormontabili ad ottenerle in modo lecito, attraverso il superamento dei relativi esami.

IL PREZZO PER SUPERARE L’ESAME
L’ascolto delle conversazioni telefoniche intercettate ha permesso di delineare compiutamente il modus operandi dei soggetti coinvolti in tale tipo di attività criminale che fruttava agli organizzatori dell’illecito sino a 7.000 euro circa a patente a seconda del “servizio” offerto, che poteva riguardare la sola prova teorica o, come emerso nel corso delle indagini, anche quella pratica.

INDIVIDUATI NOVE “SOGGETTI”
In particolar modo venivano individuati 9 soggetti, di cui 7 di nazionalità cinese, un peruviano e un italiano

Ggli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria della Stradale di Torino, coadiuvati dal personale della Polizia Stradale di Cuneo, Novara, Rimini, Prato e Vasto, hanno eseguito una misura cautelare emessa dal Gip di Torino, nei confronti di 9 persone, 2 delle quali in carcere e 7 destinatarie dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente sono state eseguite diverse perquisizioni in varie località della penisola, in particolare a Vasto dove, il capo di una delle due organizzazioni, destinatario di una misura in carcere, pur avendo mantenuto la residenza a Torino, aveva trasferito i propri affari.

Fonte QuiCronaca

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