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Hai bisogno di una smerigliatrice? Ecco i parametri per scegliere quella giusta

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Artigiani che lavorano nel mondo dell’edilizia, con il ferro, che effettuano saldature o amanti del fai da te, possono di certo avere la necessità di acquistare una smerigliatrice. Questo strumento è in grado infatti di facilitare molti lavori, consentendo precisione con il minimo sforzo. Quando si parla di smerigliatrice, in generale, si fa riferimento alla smerigliatrice angolare. Vediamo quali sono i vari elementi che la distinguono per aiutare nella scelta.

È importante comunque ricordare che trattandosi di apparecchi che devono garantire sicurezza non solo di precisione per il lavoro che si svolge, ma anche e soprattutto per la persona che li utilizza, è consigliabile prendere prodotti di alta qualità. Questi apparecchi costano, di solito, è vero, ma è possibile risparmiare non poco acquistandoli online da rivenditori specializzati. Di solito vengono venduti da e-shop che trattano insieme smerigliatrici e mole da banco: l’acquisto via web garantisce spesso ottimi prezzi, senza dover scendere a compromessi in termini di qualità.

Il disco: un particolare che salta subito all’occhio

Caratteristica per cui la smerigliatrice si distingue immediatamente è la dimensione del disco, ed è proprio un parametro che fa la differenza in base al tipo di lavoro che si deve fare. In commercio ci sono smerigliatrici con dischi che vanno da 115 mm sino a 150, 180 e 230 mm. Più è grande il diametro del disco, più è grande l’ampiezza dell’abrasione, nonché del taglio, che consente. La dimensione del disco incide direttamente sulla dimensione della testa della smerigliatrice e della protezione para-scintille, nonché sulla potenza del motore del macchinario.

Il tipo di disco può essere diverso in base al genere di materiale che si tratta. Scegliere il disco giusto vuol dire garantirsi un taglio più preciso e di qualità. I dischi si possono inoltre distinguere fra abrasivi e diamantati: i primi servono a scrostare, pulire, levigare, affilare, “grattare” le superfici; i secondi per il taglio e la rifinitura.

Il corpo della smerigliatrice

Guardando i vari modelli di smerigliatrice è possibile notare che ci sono apparecchi più grandi ed altri meno grandi, di solito proporzionalmente al disco presente. Di norma più grande è il prodotto, maggiore è la sua potenza. Non è sempre detto che il prodotto più potente però sia il prodotto giusto perché dipende, come già detto, da che materiali si trattano e da che genere di lavoro è necessario fare.

Una buona macchina, comunque, di solito ha una forma tondeggiante ed allungata. In questo modo la persona può afferrare l’elettroutensile in modo saldo e con comodità, utilizzando entrambe le mani. Questo è importante per un buon lavoro e per la sicurezza dell’operatore. Il numero di pulsanti sulla macchina può variare in base alle funzionalità: di solito si ha una leva d’azionamento e poco di più. Delle griglie di solito nella parte anteriore, permettono l’uscita dell’aria per raffreddare il motore durante l’utilizzo.

Concludendo

In base a quanto detto appare chiaro che ci sono tanti modelli di smerigliatrice, ma non ce n’è uno migliore di un altro, quanto piuttosto uno più adatto e uno meno adatto al lavoro che si fa. Individuato un buon rivenditore quindi, la domanda da farsi è a che cosa servirà la smerigliatrice: taglio di metalli, taglio di pietre, levigatura, correzioni, taglio generico.

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