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Molti lavoratori abruzzesi ancora senza cassa integrazione, l'appello alla Regione

Ranieri (Cobas) scrive a Marsilio e Fioretti: "Vengano al più presto liquidate almeno due tranche di Cig"

| di redazione
| Categoria: Attualità
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Anticipare l'erogazione della cassa integrazione (molti lavoratori non l'hanno ancora ricevuta nonostante le promesse) a quanti oggi in condizioni di reale difficoltà.

Chiede questo, attraverso un appello rivolto al presidente della Regione Abruzzo Marsilio ed all'assessore regionale Fioretti, il rappresentante dei Cobas Abruzzo Domenico Ranieri

"La settimana scorsa - scrive Ranieri - abbiamo inviato una lettera di sollecito a Marsilio e Fioretti, per chiedere di anticipare almeno due mensilità, in quanto parte responsabile del ritardo della richiesta. Nonostante ciò, trascorsa una settimana dall'invio della Pec, quantomeno ci aspettavamo un tavolo di confronto per questa ennesima emergenza che vede molte famiglie in estrema difficoltà, non abbiamo ricevuto nessuna risposta su una tematica alquanto delicata".

"Si riscontra - sottolinea il rappresentante dei Cobas - che la Regione Abruzzo sia una delle poche regioni a non aver adempiuto a tale obbligo. Molti lavoratori infatti hanno ricevuti anticipi o parti di somme dovute grazie all’impegno delle aziende in cui lavorano o ricorrendo ad anticipi del Tfr maturato. Ciò però non è possibile nelle aziende piccole e medio-piccole, numerose nella nostra regione, che quindi lasciano i relativi lavoratori senza alcuna risorsa economica avendo essere strutturalmente bassi flussi di liquidità. Ciò, va da sé, è ragione di forte imbarazzo e generale tensione tra molti lavoratori.

La scrivente organizzazione sindacale, nel rimarcare che la Regione Abruzzo è a tutt’oggi una delle poche regioni che non ha adempiuto ai suoi doveri istituzionali, chiede che entro una settimana vengano liquidate almeno due tranche di Cig. La scrivente ammonisce la Regione a dar seguito a tale adempimento onde scongiurare eventuali agitazioni e scioperi.

I lavoratoti abruzzesi - conclude - hanno mostrato spesso senso di responsabilità ma in una situazione di emergenza la pazienza può avere un limite, passato il quale si può arrivare anche a reazioni incontrollate".

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