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Residence Rossetti, scenario di indecenza senza fine

Nel cantiere abbandonato rifiuti, masserizie e vecchie cose, scaricati dalle ombre che popolano la città sul far della sera o nel cuore della notte

| di Gianni Quagliarella
| Categoria: Attualità
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Possibile che a nessuno, ma proprio a nessuno, primo fra tutti il Comune, importi niente del degrado del cantiere di quello che doveva essere il Residence Rossetti a Vasto?

La domanda è d’obbligo, visto che le scuole, lì vicino, hanno riaperto i battenti e lo scenario di indecenza è di nuovo sotto gli occhi di tutti.

Di articoli ne sono stati scritti, i 5 Stelle, dall’opposizione, se ne sono occupati e, prima di loro, anche Fratelli d’Italia, ma niente, nulla si muove. E così basterebbero gli scatti di Giammaria Racano, solo gli ultimi della serie, a dover sollecitare un moto di collettiva indignazione. Rifiuti, masserizie, vecchie cose, scaricati dalle ombre che popolano la città sul far della sera o nel cuore della notte.

Scrive Racano su Facebook: “ E niente, mi toccherà chiamare di nuovo la Pulchra per far rimuovere per la terza volta tutti questi sacchi neri davanti al Residence Rossetti a due metri dal liceo classico in pieno centro residenziale. La scorsa settimana, la Pulchra, a richiesta aveva rimosso in parte (perché dietro la cabina era troppo difficile guardare), ma i soliti idioti ci hanno messo due giorni per riproporre questo scempio! In ultimo un avviso ai tossici che violano la proprietà privata per entrare e fare lo schifo all'interno del residence abbandonato: “Sappiate che la prossima volta che vedo qualcuno chiamo i carabinieri, chi ci capita ci capita”.

Ultima annotazione: più di un anno fa chiesi al sindaco di Vasto se avesse paura di quelle gru che incombono sull’Istoniense. Rispose, Francesco Menna, che non poteva emettere alcuna ordinanza di rimozione. Gli chiedo adesso: “Sono soggette le gru, specie se da tempo inutilizzate, a controlli e verifiche? E’ quel che vogliono sapere le centinaia di persone che, ogni giorno, transitano sotto quei giganti d’acciaio, ormai parte desolante della skyline urbana".

 

Gianni Quagliarella

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