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Pronto soccorso 'grandi numeri' e servono altri medici

Fari puntati sulla struttura del 'San Pio da Pietrelcina' in occasione delle 'Giornate Vastesi dell'Emergenza-Urgenza'

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Circa 35 mila accessi nel 2017, tra cui un migliaio di codici rossi e quasi 20 mila gialli. Abbiamo fatto quasi 300 trasferimenti in codice rosso nei cosiddetti hub, i centri ospedalieri più grandi e gestiamo anche il Pronto Soccorso di Gissi, assieme ai medici lì assegnati, con altri seimila ingressi. In tutto più di 40 mila accessi”.

Sono grandi numeri quelli che può vantare il Pronto Soccorso del San Pio di Vasto, così come li passa in rassegna il dottor Augusto Sardellone, responsabile della struttura, sotto le direttive di Antonio Caporrella, direttore del dipartimento della Asl Lanciano-Vasto-Chieti.

Con questo robusto biglietto da visita, cifre che fanno dell’avamposto sanitario vastese una delle strutture più utilizzate d’Abruzzo, si aprono oggi le Prime 'Giornate Vastesi dell’Emergenza–Urgenza'. Due giorni, in programma al Palace Hotel a Vasto Marina, che vedranno medici ed esperti in arrivo da tutta Italia confrontarsi su tematiche di stringente attualità, comprese le patologie coronariche acute.

L’occasione, insomma, per puntare i riflettori sul Pronto Soccorso del San Pio, dove l’attività è frenetica. Di giorno e di notte. “Devo dire – nota Sardellone - che c’è stata una crescita esponenziale nell’ultimo periodo, soprattutto dopo l’attivazione recente delle nuove postazioni di emergenza- urgenza nell’Alto Vastese e in territori vicini, che hanno comportato l’incremento degli arrivi a Vasto di pazienti con pluri patologie, quasi sempre pazienti geriatrici, con un ulteriore carico di lavoro per il personale.

Vasto e San Salvoaggiunge il responsabile del Pronto Soccorso - sono ormai tutt’uno, un’area da più di sessantamila abitanti che sta aggregando i presìdi locali del Basso Molise, da dove, sempre più spesso, arrivano nuovi pazienti. E’ senz’altro un dato positivo, perché l’ospedale di Vasto ha delle eccellenze che richiamano utenti da un po’ tutti i territori vicini. Questo, tuttavia, comporta un aggraviosottolinea Sardellone – e non è un lavoro facile per i medici in trincea.

Ovvio che un Pronto Soccorso è sempre in emergenza, siamo sempre sotto organico ed è per questo fondamentale poter contare su nuove risorse: qualche medico va via, qualcuno va in pensione. Di recente c’è stato l’arrivo di quattro unità, tra un mese avremo una quinta unità, un medico già preparato e adatto a gestire anche le emergenze più serie. Ovvio però che la nostra richiesta è di avere medici in più. Considerate poi che ci avviciniamo al periodo estivo, quando la percentuale di popolazione che si reca al Pronto Soccorso aumenta in maniera impressionante. Le nostre forze, attualmente, non hanno questa capacità. Spero – conclude il responsabile del Pronto Soccorso – che la direzione generale ci possa accontentare nel prossimo futuro per avere qualche collega in più”.

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