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Vigilia di voto, il popolo sovrano pronto a riprendersi la scena

Domenica 4 marzo le elezioni nazionali per il rinnovo dei due rami del Parlamento. Ultime riflessioni e future prospettive

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Pronti, via. Poche ore ancora e i seggi apriranno le porte agli elettori.

Alle spalle gli ultimi appelli, archiviati buffet, aperitivi e serate a tema, meglio se accompagnate dall’immancabile porchetta, il popolo sovrano, armato di matita, riconquisterà un attimo la scena: la croce sulla scheda per eleggere il nuovo Parlamento.

Se durerà per i prossimi cinque anni, come il precedente, lo dirà, la notte tra domenica e lunedì, il verdetto delle urne, alla prova del Rosatellum bis, la legge elettorale messa a punto per questa tornata elettorale. La prossima confidiamo in qualcosa di meno complicato.

Un’arma democratica, la matita, per premiare o per punire chi ha governato, quasi mai strumento, fino ad ora almeno, per guardare al futuro più che al passato.

Tra Vasto, San Salvo e dintorni, coi candidati in trepida attesa, tutti sorrisi e strette di mano, il voto del 4 marzo 2018 trova un generale disincanto. Come dire, nessuno si fa illusioni. Di voto nazionale si tratta, meno forte il richiamo rispetto alle amministrative, quando il porta a porta si fa regola e, di conseguenza, si ritagliano qualche spazio in più temi di più ampio respiro. Dibattito? No, quello no, ci mancherebbe, in prevalenza strilli sui social e scontro frontale. I contenuti, per lo più, possono attendere.

Già, i contenuti: ma a cosa punteranno i 21 parlamentari abruzzesi, vecchi e nuovi, paracadutati compresi, in partenza per Montecitorio e Palazzo Madama? Ce la faranno, alfine, a convincere la Regione che il Parco della Costa Teatina rischia di finire in naftalina? Saranno capaci, deputati, senatori e sottosegretari, ministri chissà, di intercettare occasioni, opportunità di lavoro vero? E sapranno fare squadra, una volta abbassati i toni di una campagna elettorale giocata contro, nel supremo interesse della comunità? Vedremo. Chi arriva trova da noi una novità: la zona economica speciale, la cosiddetta Zes. Contributi e generosi sconti fiscali per chi già produce e per chi investirà su 1.700 ettari, tra Ortona, Vasto, San Salvo e, più a sud, a Termoli. Se sviluppo vero sarà, meglio se ecosostenibile, lo dirà soltanto il tempo. Anche se di tempo da perdere più non ce n’è.

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