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Parcelle professionali dal Comune, gli avvocati interessati precisano

Nota di replica ad un documento diramato dai consiglieri dei Movimenti civici e dei Partiti di centrodestra che poi controreplicano

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In riferimento ad alcuni articoli apparsi sugli organi di stampa, circa la liquidazione di parcelle professionali, ci corre l'obbligo, a tutela della dignità, immagine e reputazione professionale non solo nostra -che ci riserviamo di tutelare nei modi e nelle sedi opportune - ma anche della pubblica funzione dell'Avvocato, di precisare quanto segue essendo state, nostro malgrado, diffuse notizie false e fuorvianti.

Deve essere chiarito, innanzitutto, che le parcelle in questione si riferiscono all'attività professionale svolta in favore di dipendenti comunali nell'ambito di delicati e complessi procedimenti penali che li vedevano coinvolti per fatti direttamente connessi all'espletamento di compiti e funzioni d'ufficio.

Che tali procedimenti si sono tutti conclusi con l'assoluzione dei suddetti dipendenti comunali con evidente vantaggio anche per il Comune cui fanno carico, per legge, le spese legali di difesa.

Trattasi di disciplina che risponde all'esigenza di evitare che un dipendente pubblico, chiamato ingiustamente a rispondere per attività compiute nel corso del suo lavoro, debba sopportare il peso (anche) economico del processo ed è espressione di un principio di civiltà giuridica che trova fondamento nella stessa Costituzione,secondo cui chi agisce per conto di altri non deve subire le conseguenze economiche discendenti dalla fedele esecuzione dell'incarico ricevuto.

Il dipendente comunale, poi, come ogni altro cittadino, ha il sacrosanto diritto di scegliere il proprio difensore di fiducia, diritto anch'esso tutelato dalla nostra Costituzione.

Alla luce di tali principi appaiono del tutto ingiustificate, per non dire strumentali, le notizie diffuse attraverso gli organi di stampa che sembrano addirittura negare diritti costituzionalmente garantiti, quali quello della libertà di scelta del proprio difensore di fiducia da parte dell’imputato e quello di essere indennizzato delle spese del processo ingiustamente subito. 

Tali notizie, infatti, per come rappresentate, mettono in pericolo lo stesso decoro e prestigio dell'esercizio della professione di Avvocato anche a causa della "non veridicità" dei dati riportati sugli organi di stampa, per tutta una serie di ragioni.

In primo luogo, inesatte e, come tali fuorvianti sono le cifre riportate, in quanto non è stato specificato che le somme liquidate per ogni singolo professionista si riferiscono non a un unico procedimento penale ma a più procedimenti ovvero a più gradi di giudizio.

In secondo luogo, è stato addirittura riportato che tali importi sarebbero al netto delle imposte e trattenute mentre in realtà si tratta di somme lorde e comprensive anche di tutti gli onerosi accessori di legge e cioè anche dell'iva e del contributo dovuto alla cassa forense.

Ancora, non è stato specificato o peggio si è lasciato intendere che i dipendenti comunali imputati in tali processi non avessero comunicato all’Amministrazione la pendenza degli stessi e la scelta dei difensori di fiducia, scelta peraltro di fatto effettuata e mai contestata, anzi avallata dall’Amministrazione stessa, che ha sino ad oggi sempre adempiuto ai propri obblighi provvedendo alla liquidazione in favore dei numerosi professionisti che hanno svolto attività difensiva nell’interesse dei dipendenti comunali.

Si è omesso di riferire che trattasi di procedimenti definiti con sentenze divenute irrevocabili ormai da diversi anni, per i quali i difensori hanno atteso a lungo il pagamento delle relative parcelle, per giunta concordate in termini di assoluta ragionevolezza e congruità con l’allora responsabile dell’Ufficio Avvocatura che, per amor del vero, non era l’avv. Alfonso Mercogliano.

Ma ciò che più spiace - al di là delle sostanziali e fuorvianti inesattezze - è che tale questione sia stata sollevata, per giunta sugli organi di stampa, senza neanche curarsi di verificare le vicende processuali, la loro complessità, la durata, il numero delle udienze, l'attività istruttoria nonché la continuità dell'impegno profuso dai professionisti e che ha portato alle menzionate sentenze di assoluzione.

Che addirittura per una di tali determine, indicata anche questa in maniera molto più che erronea sia in ordine agli importi che al numero dei procedimenti (la n. 100), sono state riferite circostanze false, sostenendo che il dirigente avesse posto in essere atti illegittimi attraverso la liquidazione degli onorari del proprio avvocato, quando, in verità, si trattava del pagamento di competenze relative a procedimenti che hanno visto imputati altri dipendenti comunali.

Per tali motivi, a fronte di notizie non veritiere e fuorvianti diffuse a mezzo stampa ci riserviamo di tutelare la nostra reputazione, il decoro professionale e il lavoro stesso, tanto faticosamente svolto, innanzi all’Autorità giudiziaria competente.

Allo stesso tempo, riteniamo che gli uffici comunali non possano e non debbano soggiacere alle richieste illegittime e del tutto strumentali di una parte politica, che addirittura pretende di fare oggetto di una mozione da portare in Consiglio comunale questioni che esulano dalle competenze del Consiglio stesso e che tradiscono e offendono i principi fondamentali dell’Ordinamento degli enti locali, primo fra tutti quello della netta distinzione tra gli atti di indirizzo politico e quelli di gestione amministrativa; con una indebita ingerenza della parte politica, peraltro di minoranza, negli atti di gestione.

Da ultimo, non può farsi a meno di rimarcare che la dialettica politica non debba mai debordare e trascendere, come invece avvenuto nel caso di specie, in ambiti che nulla hanno a che vedere con l’esercizio del mandato elettorale ma che si traducono in una offesa gratuita ed infamante rispetto ad una Professione, libera ed indipendente, qual è quella dell’Avvocato, tesa a salvaguardare diritti fondamentali della collettività.

Nota sottoscritta dagli avvocati Nicola Mastrovincenzo, Sabatino Besca, Alessandra Cappa e Giuseppe Gileno

LA CONTROREPLICA - 

Sulla nota inviata nei giorni scorsi alla stampa dagli avvocati Alessandra Cappa, Nicola Mastrovincenzo, Sabatino Besca e Giuseppe Gileno, i sottoscritti consiglieri comunali evidenziano come quanto riportato nelle mozioni (con le quali si chiede al Sindaco e alla sua amministrazione di riferire in merito a liquidazioni di parcelle per oltre 100.000 euro nel mese di agosto e alla condanna subita dal Comune di Vasto nei confronti della Pulchra per 1.000.000 di euro per un tardivo adempimento giudiziario da parte del dirigente dell’avvocatura Mercogliano) non costituisce in alcuna maniera atto lesivo della immagine degli stessi, ma l’adempimento di un preciso dovere costituzionalmente garantito e imposto ai consiglieri di minoranza, di vigilare e chiedere chiarimenti quando provvedimenti che meritano un serio approfondimento dispongono di centinaia di migliaia di euro dei cittadini vastesi.

Nello specifico si respingono al mittente le accuse del tutto infondate di aver rappresentato non correttamente la realtà poiché, come sarà accertato e illustrato nel Consiglio Comunale, è dato di fatto e incontrovertibile che il dirigente dell’avvocatura ha liquidato ben tre parcelle agli avvocati Mastrovincenzo e Cappa, che lo hanno difeso personalmente nei giudizi penali e ciò si ritiene essere un atto adottato in palese conflitto di interesse.

Il fatto ancora più grave, peraltro, è che dopo la già indebita ingerenza del Sindaco Menna (il quale, in sede di conferenza di capogruppo, in modo del tutto inusuale, ha preteso dal presidente del Consiglio Forte, che a onor del vero si è riservato di decidere, di impedire la discussione delle mozioni in consiglio), oggi la stessa richiesta venga avanzata sulla stampa a supporto del Sindaco da chi senza alcun titolo (e semmai portatore di contrari e personali interessi) invoca la stessa cosa ledendo, questo si, diritti costituzionalmente garantiti a chi svolge un ruolo di controllo per libera scelta dei cittadini di far notare che a prescindere dalla legittimità delle liquidazioni che sarà oggetto di approfondimento in consiglio, le stesse siano state liquidate dal dirigente Mercogliano nel mese di agosto, dopo che lo stesso aveva chiesto al Sindaco di essere rimosso dall’incarico per incompatibilità e prima che lo stesso Sindaco finalmente gli revocasse l’incarico, purtroppo appena dopo le liquidazioni per oltre centomila euro su cui si chiede chiarezza.

Non si poteva aspettare ancora qualche giorno ed attendere che provvedesse il dirigente successivo visto che a dire degli stessi avvocati da tempo era atteso il pagamento? Era necessario procedere il mese di agosto e pochi giorni prima della sostituzione di Mercogliano?

Assolutamente determinati nell’ottenere gli indispensabili chiarimenti e i conseguenti provvedimenti che il Sindaco intenderà adottare in merito, non accettiamo alcuna intimidazione di querele da parte di avvocati (tra i quali figura l’avvocato Alessandra Cappa, una consigliera comunale che si qualifica di opposizione), ed anzi qualora venisse di fatto impedita la discussione in Aula dei detti chiarimenti, saremo noi stessi ad attenzionare la Magistratura sulle dette questioni, essendo fuori da ogni logica che si paventino querele a consiglieri che esercitano un preciso diritto ed adempiono a un loro dovere su incarico democraticamente conferito dai cittadini.

Inoltre, nei prossimi giorni, vista anche la segnalazione fatta dalla Corte dei Conti sull’eccessivo ricorso all’anticipazione di cassa, che dovrebbe indurre a gestioni più prudenti nelle erogazioni di spese, si procederà ad approfondire l’attività dell’avvocatura comunale con riferimento alle mancate costituzioni in giudizio, alle transazioni e alle motivazioni per cui non sia stata stipulata una polizza per il rimborso delle spese legali ai dipendenti, ovvero se la stessa sia in essere sulla mancata attivazione del rimborso e soprattutto sui criteri forniti da delibere di Giunta in merito alla liquidazioni degli avvocati e al rispetto delle stesse indicazioni da parte del dirigente.

I Movimenti civici e i Partiti di centrodestra

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