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Obiettivo: "Salvare Vasto da una decadenza che non accenna a finire"

Il neo consigliere comunale D'Alessandro incontra i parlamentari Amato e Castaldi e prova a 'mediare' tra rapporti istituzionali 'deteriorati'

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Come primo atto, a seguito del rientro in Consiglio comunale, ho voluto incontrare l’On. Maria Amato e il Sen. Gianluca Castaldi, anche per le molteplici lamentele e richieste di aiuto espresse da parte di alcuni esponenti della maggioranza verso le figure apicali della politica abruzzese, consiglieri regionali e parlamentari. “Dateci una mano!”, ha implorato l’ex Sindaco Lapenna.

Un confronto tra amici per verificare se esistono criticità nei rapporti con l’Amministrazione vastese e cosa sia possibile fare per impedire, insieme, l’effetto “spolpamento”, l’effetto decadenza che investe da anni la nostra amata città. Entrambi hanno mostrato totale disponibilità.

Il Sen. Castaldi ha affermato: “Come vedi, è bastata una tua telefonata e sono arrivato di corsa. Il problema è che Lapenna non mi ha mai chiamato, mentre la Magnacca mi ha fatto almeno una trentina di telefonate. Non ho mai tenuto conto, nei rapporti, delle sigle e delle etichette partitiche. Lavoro intensamente, da quattro anni, al servizio di Vasto, del territorio del Vastese, dell’Abruzzo e, essendo parlamentare, del Paese. Quelli del Pd hanno la lacrimuccia facile, fanno le vittime, mentre in realtà detengono un sistema di potere ben oliato. La loro filiera non concede sconti. Vasto, come altre realtà, versa in una condizione molto complicata ma il mio impegno e la mia disponibilità non sono mai venuti meno, anche se i gangli del potere, le leve decisionali sono nelle mani del Pd. A Vasto, all’Aquila e a Roma”.

L’On. Maria Amato ha aggiunto: “Bisogna anche precisare che il parlamentare di oggi, in una politica radicalmente mutata, non è quello di trent’anni fa. I sindaci, soprattutto se fanno parte della filiera, hanno più potere di noi e dovrebbero esercitarlo. Certo, non può farmi piacere essere definita dal mio Sindaco come una che fa le vacanze a Roma. Certo, non può farmi piacere non essere salutata dal mio Sindaco e ricevere sgarbi istituzionali. Il mio telefono da tempo non riceve suoi messaggi, né di richieste d’aiuto né d’altro. Ciò non mi ha impedito di continuare a lavorare anche per la mia città, come l’amico Gianluca; ciò non mi ha impedito di battermi per l’emodinamica non potendo accettare, non solo da medico ma persino da semplice passante, la favola sfruttata a fini elettoralistici degli otto decimi di emodinamica. Una vergogna assoluta. Non possono esistere prese in giro sulla salute dei cittadini. Per il resto, il partito è ancora commissariato, non ho le chiavi della sezione, ma sono qui, a disposizione. Sai come mi chiamano a Roma? Culo di pietra. Sempre presente, mai in vacanza”.

Insomma, mi è parso di capire che la lontananza non è voluta da loro. Da una parte c’è un Senatore di una forza considerata anti-sistema e quindi mal sopportato, dall’altra una Deputata che, dopo le primarie fratricide dell’anno scorso, è entrata in rotta di collisione con chi comanda davvero. A pagare è la città, perché la sintonia, la visione comune, l’interesse del territorio, dovrebbero avere la meglio sulle appartenenze e sulle lotte di potere. Tornerò in Consiglio e riferirò. Non basta lamentarsi. Bisogna lavorare insieme, tessere la tela, ricucire i rapporti, muovere verso un unico obiettivo: salvare Vasto da una decadenza che non accenna a finire. Occorre tanto ago e tanto filo.

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